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Polemiche, politica e salute

Da qualche giorno, la gestione regionale dell’emergenza sanitaria è sotto attacco. Da più fronti, e per svariate ragioni, sono piovute critiche sulle modalità d’azione dell’Unità di Crisi, che ha cercato di difendersi dalle accuse a suon di conferenze e comunicati. Se la polemica mossa dagli avversari politici della Giunta regionale (come quella del M5S, che ha chiesto il commissariamento della Sanità) è nell’ordine delle cose, quella portata avanti dai vertici piemontesi dell’Ordine dei Medici ha altro peso.

I rappresentanti dei professionisti hanno duramente attaccato la Regione sulla poca trasparenza dei dati e sulla carenza di dispositivi di protezione per chi ogni giorno combatte in prima linea. Non sono mancate critiche sui ritardi nell’applicazione di un protocollo per verificare la positività degli operatori sanitari, nonché l’oggettiva assenza dei famigerati tamponi. Accuse specifiche, dirette, cui governo regionale e Unità di Crisi hanno cercato di replicare sostenendo che non “esiste alcun caso Piemonte” e che tutto è stato gestito come meglio si è potuto in questi frangenti di caos. Il confronto, per quanto possa essere aspro, è fondamentale in qualsiasi campo. Anche in questo caso, ben vengano le critche (argomentate) purché non distolgano troppo l’attenzione di chi deve gestire l’emergenza. Perché è più importante guidare la macchina dei soccorsi che replicare alle accuse con comunicati. Quando tutto sarà superato capiremo chi è cosa ha sbagliato. Il direttore

 

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