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«Al piano Magni non esistono alternative praticabili»

Egregio Direttore,

scrivo per esprimere la mia opinione in merito ad alcune affermazioni che ho letto nei vostri due articoli del 26 febbraio scorso sull’idea di costituire a Savigliano una ”casa della salute” ovvero un unico studio dei medici di medicina generale che offra in più rispetto ad oggi l’apertura per le 12 ore diurne (forse anche il sabato) e la disponibilità di alcune diagnostiche di base (nessuno ha ancora specificato quali). Riconosciuto senza difficoltà che tale progetto è certamente utile ed effettivamente può comportare un qualche alleggerimento del lavoro dei servizi del nostro ospedale, in primis il DEA, mi sembra però veramente stravagante l’idea che tale realizzazione possa costituire addirittura il nostro “piano B” col quale far fronte alla malaugurata ipotesi in cui il profondo restauro del nostro ospedale, meglio conosciuto come “Piano direttorio Magni”, non sia realizzato. A mio avviso a questo piano non vi sono alternative. O lo si realizza o il nostro nosocomio è destinato ad un progressivo decadimento strutturale e del livello qualitativo dei servizi svolti, nonché ad un abbandono da parte del pubblico che disponga dei mezzi sufficienti per spostarsi verso ospedali più moderni ed attrezzati. La DGR 600 del 2014, integrata dalla 924 del 2015, che tuttora costituisce il progetto a cui la Regione deve attenersi nella gestione della rete degli ospedali piemontesi, prevede che a Savigliano esista un ospedale con le caratteristiche attuali, sufficiente ad esaudire i bisogni acuti di salute della popolazione afferente nella maggior parte delle situazioni. Si tratta di una grande fortuna per i saviglianesi che lo hanno in casa, ma anche per i più lontani abitanti di Saluzzo, di Fossano e Carmagnola. Una fortuna da difendere con i denti, cosa a cui tutti siamo chiamati: Politici (in primis quelli di destra, visto che la regione è in mano alla loro parte, così attivi a fare propaganda permanente su ogni altro argomento), Amministrazioni locali, associazioni di difesa dell’ospedale (anche quella di Saluzzo, perché la sede ospedaliera di Savigliano è indispensabile anche per i saluzzesi), semplici cittadini. Si tratta di fare azione di lobbying, null’altro, visto che il potere per questa materia è esclusiva competenza della Regione. Ma un’azione forte, che costringa la stessa a mantenere efficiente un bene che la legge suddetta prevede debba esistere ed essere al meglio. Questo per sgomberare il campo da fraintendimenti che possano favorire una certa rassegnazione sul destino del nostro ospedale, cosa che sarebbe semplicemente disastrosa per gli interessi nostri e dei nostri figli. La ringrazio per l’attenzione.

Marco Cesari, segretario circolo PD di Savigliano, Marene e Monasterolo

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