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«Grazie Romeo, saggio alpinista»

Riceviamo e pubblichiamo

È il 7 febbraio, siamo a Pontechianale e subito telefono a Romeo per sapere della festa del ghiaccio che si tiene questo fine settimana, perché forse non tutti lo sanno ma Romeo Isaia insieme a Piero Marchisio sono stati i primi alpinisti in Italia a fare i “Salmoni in inverno” ovvero a risalire una cascata ghiacciata usando la tecnica del “PioletTraction” nel lontano 1977 con attrezzature che rispetto a quelle odierne erano veramente ridicole. La cascata in questione è la Ciucchinel nel vallone di Bellino. Romeo mi conferma che sì la festa si tiene anche se il ghiaccio è poco, non siamo più negli anni 70. Lui in ogni caso è al rifugio e mi dice anche che soggiornano al rifugio, come ormai avviene da tre anni, alcuni alpinisti Turchi tra i quali Tunc Findik. Tunc è un grande alpinista che ha già scalato tredici ottomila e quest’anno scalerà il quattordicesimo e ultimo. Salgo velocemente al rifugio e così posso conoscere questo personaggio insieme ai suoi compagni di scalata ed anche alcuni alpinisti Polacchi. Tunc è una persona veramente modesta e umile. Ci racconta di alcune sue avventure montane ma molte anche umane trascorse in quei paesi dove soprattutto la pace non è scontata e vivere è ogni giorno una conquista. Quando vi fu la strage di alpinisti al campo base del Nanga Parbat nel 2013 da parte dei Talebani lui era lì ma al campo 1 e quindi si salvò. Ecco un altro momento di arricchimento interiore per tutti noi. Mi ha ricordato molto il comportamento di Romeo che nonostante sia stato uno dei migliori alpinisti saviglianesi non si è mai vantato di ciò, anzi ha sempre tenuto un atteggiamento schivo e riservato. Io ho avuto la fortuna di essere il suo compagno per ogni tipo di salita, roccia, ghiaccio e sci. Lui mi ha insegnato tutto, a partire dal mio primo corso di roccia nel 1977 dove era il mio istruttore, sino al 1982, anni nei quali abbiamo condiviso salite di ogni genere e grado gioendo per ogni salita effettuata e anche per le rinunce saggiamente accettate. Da quell’anno 1982 iniziò la sua avventura di gestore del rifugio Savigliano insieme a sua moglie Cosetta. Mi ha insegnato la tecnica di arrampicata, quella del piolet traction ma soprattutto la cosa più fondamentale, per poter tornare sempre a casa, come salire e scendere in sicurezza. Mi ha insegnato che la salita non deve essere fatta a tutti i costi ma che un buon alpinista deve saper valutare tutto e se le condizioni di sicurezza lo richiedono deve saper rinunciare e tornare indietro. E questa non è una sconfitta ma un valore aggiunto. Ora a distanza di tanti anni se ancora riesco ad andare in montagna posso solo ringraziare Romeo, i suoi insegnamenti e la sua saggezza, molti compagni di avventura sono stati meno fortunati e non ci sono più. Anche per Romeo quest’anno, il 2020, segnerà la fine di un’avventura durata ben trentotto anni e lascerà il rifugio Savigliano per godersi il meritato riposo, dopo tanti anni di polente e di indicazioni e consigli dati a migliaia di persone, alpinisti e non, anche se sicuramente il rifugio gli mancherà. Credo sia doveroso da parte di tutti gli appassionati di montagna o anche solo buone forchette dire un grosso grazie sia a lui che a Cosetta, per la loro dedizione e per il loro lavoro. Da parte mia un grazie speciale che viene direttamente dal cuore per tutto ciò che mi ha insegnato e per tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, grazie Romeo.

Roberto Bonamico – Savigliano

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