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«Non tutto può essere gestito grazie ai volontari»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta da parte del presidente della biblioteca di Marene

Cari Amici della Biblioteca, È iniziato un anno diverso dagli altri. Il cambiamento climatico si sta facendo sentire. Il gennaio appena trascorso è stato uno dei più caldi del secolo e scommetto che la neve arriverà a fine marzo. Anche nel nostro piccolo siamo stati protagonisti di un cambiamento. Lo scorso lunedì 27 gennaio si è svolta l’assemblea dei soci della Biblioteca marenese e ha nominato i nuovi componenti del consiglio direttivo che avranno il compito di gestire l’associazione nata nel 1998 che tutela l’impegno di tutti quei volontari che ogni giorno garantiscono l’apertura dei locali di Palazzo Gallina. Un’assemblea che ha decretato la fine del mandato della presidente Gianna Grande, ultima rappresentante di quel consiglio direttivo, composto da Simone Bravo, Cristina Biolatti, Stefania Bergesio e Franca Nervo che diligentemente hanno gestito due traslochi della biblioteca in meno di dieci anni, affrontato in prima persona il cambio di paradigma dei contributi pubblici-privati, valorizzato sapientemente i volontari che si sono susseguiti nel tempo e combattuto contro un contesto non proprio dei migliori. Ai miei occhi sono degli eroi, a maggior ragione da quando anche io ricopro lo stesso ruolo da loro giocato in passato. In un paesino di poco più di 3.000 abitanti, dove la Cultura non è mai stata ai primi posti delle priorità dei cittadini, quasi vista come un elemento ghettizzante, sono riusciti a trasmetterci una Biblioteca con più di 15.000 volumi (la più grande rispetto a quelle dei piccoli paesini vicino a noi), ad ottenere ogni anno fondi appropriati per l’acquisto di nuovo materiale e a coinvolgere nuovi volontari (tra cui anche io) a realizzare attività per i cittadini, e soprattutto a creare un bellissimo clima basato sull’amicizia. Sono degli eroi anche perché si sono presi delle responsabilità, forse non spettanti propriamente a loro, in particolare Gianna. Avendo scelto di seguire un’intraprendente carriera, di diventare moglie e mamma di due splendide figlie, giustamente il tempo a disposizione si riduce. Ma non si è tirata indietro. Ha deciso di fare da mamma, la sorella maggiore, l’amica saggia a me e agli altri volontari. Si è presa la responsabilità di creare un ambiente ideale per farci crescere personalmente e ci ha permesso di raggiungere i nostri sogni, realizzando tutti i progetti a cui voi amici avete partecipato in questi anni. Di questo io gliene sarò sempre grato. Adesso tocca a me. Ho il compito di tutelare il mio lavoro e quello di tutti gli Amici della Biblioteca di fronte ai cittadini, al Comune e a tutti gli enti con cui abbiamo relazioni più o meno strette. La carica di presidente e di legale rappresentante è importante, ancora di più ora, dove la Biblioteca di Marene gioca un ruolo di protagonista nello scenario locale. Ogni giorno, e non smetterò mai di sottolinearlo, i volontari non sono solo impegnati nell’apertura della Biblioteca. Sono fondamentali perché possiedono intraprendenza e competenze progettuali, amministrative, tecnologiche utili alle altre realtà marenesi, non solo culturali. Esempi? L’aiuto che diamo alla Parrocchia per promuovere il patrimonio culturale, le competenze amministrative date al Centro Sportivo, il sostegno (di tutti i tipi) alla Consulta Giovani, la valorizzazione dei ragazzi di Muovi le mani per Marene e tanto altro. Adesso ho la responsabilità diretta di valorizzare al massimo ogni singolo minuto speso dai miei giovani che mi danno una mano, in primis Giulia Barberis e Daniel Racca, arrivati oggi a 10 ragazzi under 25, con la chiara intenzione di vedere la Biblioteca come un luogo protetto per far crescere il nostro futuro e aprirlo alla Comunità. Ancora di più continuerò a sostenere con il mio tempo la Biblioteca e tutto ciò che è connesso, con le mie competenze economico manageriali, ispirandomi all’operato di Gianna, Cristina, Simone e Franca e a tutte le altre figure di spicco di associazioni marenesi che ritengo delle vere e proprie guide: mio padre Bartolomeo, Antonio Bressi, Bartolo Bresciano, Dino Fissore, Cesco Panero, Giovanni Biolatti, Don Aldo e il compianto Angelo Ambrogio, il quale ha lasciato un segno indelebile nel mio animo. Infine, colgo l’occasione di lanciare un grido di allarme a tutta Marene e al nostro Territorio. Il volontariato non è la soluzione sostenibile per garantire un sempre più alto benessere sociale e culturale ai nostri cittadini. Ogni anno è sempre più difficile trovare giovani (in cui faccio rientrare anche i trentenni e i quarantenni) che abbiano voglia di prendersi la responsabilità che ha preso Gianna ed ora io e i miei consiglieri. Forse il terreno non è stato coltivato bene, forse la quotidianità delle persone è cambiata, forse il senso di Comunità si sta affievolendo, ma ora non è più tempo di preoccuparsi e lamentarsi solamente. Bisogna agire in fretta e lavorare per garantire un futuro a tutte quelle bellissime realtà che gli altri paesini ci invidiano. Però da soli non possiamo farcela. Grazie Gianna e a tutti gli Amici della Biblioteca che ci hanno trasmesso questo luogo bellissimo.

Marco Biolatti - presidente Amici della Biblioteca Marene

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