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«La libertà non è un regalo dobbiamo ricordarlo»

Gentile direttore,

“Qui c'è un ebreo”, una scritta in tedesco, nera, ostile e minacciosa sopra una porta di un'abitazione di Mondovì è solo l'ultimo sfregio ad una giornata della Memoria i cui valori spesso passano in secondo piano quasi si trattasse di una ricorrenza folcloristica. Si dimentica troppe volte che l'anima nera del nazifascismo è ancora viva e vegeta e serpeggia in molte società europee e mondiali. Da un'altra parte ignoranza e accondiscendenza di chi non si vuole esporre fanno sì che certe cose vengano tollerate. Ringrazio il cielo di aver avuto un padre che ha trasmesso ai suoi figli la sua esperienza di giovane deportato nei lager e soprattutto la capacità di distinguere tra le varie azioni dell'uomo e l'onestà nell'esprimere convincimenti e giudizi. La libertà non è un regalo ma occorre quotidianamente vigilare affinché ciò che è stato non si ripeta. Lo dobbiamo, come società civile a milioni di persone che durante il corso degli anni più bui della storia umana sono stati privati di ogni diritto oltre che della vita.

Michelangelo Banchio – Racconigi

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