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«Mi sento prigioniero, datemi una mano»

Gentile direttore,

approfitto ancora dello spazio che mi concede per rinnovare l’appello che avevo lanciato sulle pagine del suo giornale quasi un anno fa (“Un aiuto per essere indipendente”, 24 luglio ’19). Come ricorda, dopo una brutta infezione, sono stato dichiarato invalido al 50%, mi è stata amputata la gamba (poco sotto il ginocchio). Ora mi sento prigioniero in casa mia, perché non posso muovermi. A causa dell’amputazione, infatti, posso soltanto guidare un’auto con acceleratore a sinistra o al volante. Grazie alla generosità di alcuni sono riuscito a riadattarne una, ma purtroppo non è adatta alle mie esigenze. Non ho mai chiesto nulla per me, ma non mi vergogno a dire che in questo momento non ce la faccio. Poter tornare a muovermi, a spostarmi, sarebbe una bellissima conquista. Chi volesse più informazioni o volesse aiutarmi può mettersi in contatto con il Consorzio Monviso Solidale, con gli uffici degli assistenti sociali di Cavallermaggiore (0172 / 389016; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Grazie a tutti per la vostra sensibilità.

Tomaso Vada – Villanova Solaro

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