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Al direttore

«Non è criticando i predecessori che si amministra Cavallermaggiore!»

Egregio Sig. direttore,
In seguito a quanto espresso dal Sig. Testa, Assessore al Bilancio, durante la seduta di Consiglio Comunale del 9 giugno scorso, dove si discuteva la previsione di bilancio per l’anno 2014, e a quanto apparso, sempre a firma dell’Assessore Testa, sul Social Network “Facebook”, in data 11 giugno, per dovere di cronaca, ci preme precisare quanto segue:
non è la prima volta che l’attuale Amministrazione cerca di giustificare evidenti difficoltà amministrative e gli aumenti sulle imposte comunali con i debiti causati dai mutui attivati dalle precedenti Amministrazioni: precisiamo che non è mai successo, nella storia amministrativa di Cavallermaggiore, che un’ Amministrazione appena insediata vada a criticare l’operato delle Amministrazioni precedenti. I mutui sono stati attivati, dopo essere stati visionati dalla Corte dei Conti, che valuta l’utilità e l’effettivo miglioramento dei servizi per i cittadini; è evidente che una nuova Amministrazione debba accollarsi i mutui pregressi.
Prendendo come riferimento proprio il periodo amministrato dalla Giunta Baravalle (2001-2011), più volte citato dal Sig. Testa, ricordiamo gli interventi principali che hanno richiesto l’attivazione dei mutui:
realizzazione nuova scuola dell’infanzia; realizzazione palazzetto dello sport; realizzazione bocciofila; realizzazione impianto per il tennis; impianto nuova area ecologica; sistemazione ala polifunzionale; sostituzione delle tubazioni in amianto rete idrica; rifacimento tetto del Santuario; installazione n° 3 pesi pubblici a gettone; realizzazione loculi nei cimiteri del capoluogo e delle Frazioni; con cancelli automatici; sistemazione piazza Santa Chiara; installazione torre-faro a Nord del paese; realizzazione nuovo locale polifunzionale frazione Madonna del Pilone; adeguamento del depuratore; realizzazione della scogliera sul lato destro del torrente Mellea; ripristino facciata e tetto del Palazzo Comunale; completamento spogliatoi stadio San Giorgio; realizzazione nuovo locale mensa alle scuole medie; completamento aule alle scuole elementari; installazione di nuovo impianto di illuminazione campo sportivo comunale in via Fiume; rifacimento tetti e sistemazione “Giardino dei semplici” e chiesa di San Pietro.
Le opere suddette hanno avuto un costo di circa 10 milioni di euro in totale; grazie alla nostra tenacia per ottenere i contributi da parte dello Stato, della Regione, della Provincia e delle Fondazioni Bancarie e grazie alla vendita di terreni comunali (800.000 euro) e ad un Piano Particolareggiato di scambio aree con un privato, segnaliamo che si sono attivati mutui per soli circa 4 milioni di Euro. Tutto questo mantenendo l’ICI al 5,5 per mille.
La presente perché i cittadini comprendano, ancora una volta, che non è imputabile alle spese sostenute dalla passata Amministrazione Baravalle l’attuale aumento delle tasse comunali.
Caro Assessore Testa, come è noto vendo stoffa ai mercati da 36 anni: nella mia attività lavorativa ho sempre cercato di essere competitivo, dando il meglio di me stesso e mettendomi in gioco, senza criticare i miei colleghi.

Michele Baravalle - Cavallermaggiore

«Ci piacerebbe che gli amministratori di Racconigi fossero un po’ più di sinistra»

Riceviamo e pubblichiamo:
Commentando i risultati delle elezioni regionali, l’assessore Cavallo, con la consueta modestia, ha asserito di essere l’unico rappresentante della sinistra a Racconigi ed il Sindaco Brunetti si è affrettato a dargli ragione.
Troppo facile la battuta: se Cavallo è l’unico di sinistra, allora il PD con la sinistra non ha proprio niente a che vedere, come noi diciamo da anni.
Il commento solleva però una questione assai più importante, che merita qualche considerazione più approfondita. Ha infatti a che fare con la domanda su che cosa significhi essere di sinistra nell’amministrare un Comune.
Intanto la risposta non è legata ai risultati elettorali altrimenti, negli anni scorsi, nessuno sarebbe stato più a sinistra di Berlusconi. Inoltre, a nostro giudizio, chi pretende di portare avanti una politica “di sinistra” non può prescindere da alcuni elementari principi. Tanto per cominciare: difendere il territorio dalla speculazione edilizia, battersi per i diritti dei lavoratori e contro il precariato, venire incontro alla parte più disagiata della popolazione, dotare la cittadinanza di servizi, se non gratuiti, almeno a tariffe accettabili.
Come si vede, sono poche cose, che però il Comune di Racconigi, in questo momento, non sta affatto portando avanti; lo ha fatto in passato con amministratori ben diversi dagli attuali.
Ci permettiamo perciò di far rilevare che, se si sta in una maggioranza che non attua politiche di sinistra, non ci si può poi dichiarare tali “per la contraddizion che nol consente”, come direbbe il Sommo Poeta.
Noi non siamo così presuntuosi da credere di essere gli unici di sinistra a Racconigi. Sappiamo benissimo che lo sono gli elettori di SEL e numerosi elettori del PD; ci piacerebbe che lo fossero, nei fatti e negli atti, anche i loro rappresentanti in Comune.
Sinistra Racconigese

Lettera di una mamma «Grazie, Oasi Giovani!»

Riceviamo e pubblichiamo:
Sono una mamma come tante: amo i miei figli e come tutte vorrei potermi dedicare loro a tempo pieno, ma lavoro. Quando facevano le elementari riuscivo a seguirli – nonostante fosse difficile ed impegnativo – ma adesso che uno è arrivato alle medie è diventato davvero impossibile.
Così in questi giorni mi sono tornati alla mente i timori, le ansie, le preoccupazioni dello scorso anno, quando appunto mi sono trovata nella situazione di dover decidere come “sistemare” mio figlio durante la mia assenza nelle ore pomeridiane.
Ho pensato allora di scrivere questo articolo nella speranza che possa essere di aiuto e sollievo ai genitori che oggi si trovano nella medesima situazione. Dopo aver valutato attentamente varie opzioni (“Viene a casa, si riscalda il pranzo da solo, sperando che studi qualcosa aspettando il mio arrivo”…“Assumo una collaboratrice famigliare”…“Lo appoggio a casa dei nonni”…), l’unica soluzione reale ed efficace mi è sembrata il doposcuola.
Da questo punto di vista, Savigliano offre più possibilità e dopo il classico “giro di ricognizione” l’impressione più favorevole me l’ha data l’Oasi Giovani. Come spesso succede, condividendo questa mia scelta con amici, colleghi e conoscenti, i miei dubbi di mamma sono riaffiorati. Mi è stato detto: “Mandi tuo figlio li?” “Ma lo sai che in quel posto c’è il peggio di Savigliano?”… E altri commenti che non meritano di essere riportati. Nonostante tutto sono rimasta ferma sulla mia decisione (naturalmente condivisa da mio figlio) e dopo un anno posso finalmente fare il bilancio della situazione…
Come prima cosa il rendimento scolastico di mio figlio, già molto buono, è migliorato ancora, non subendo cali nel passaggio Elementari/Medie, anzi! Ha fatto un sacco di nuove amicizie, conoscendo persone interessanti di cui mi parla spesso anche la sera a casa.
Le situazioni disagiate che ci spaventavano un po’ sono semplicemente lo specchio della realtà che ci circonda e in questo l’Oasi è stata una palestra di vita, mettendo mio figlio nelle condizioni di sapersi rapportare al meglio con chiunque si trovi di fronte.
Dal mio punto di vista (quello di un genitore apprensivo), posso solo dire un gran bene: una Direttrice sempre attenta, preparata, disponibile e partecipe in ogni momento, una confidente alla quale raccontare cose di cui per un adolescente è più difficile parlare in famiglia.
Un Team di Educatori/Collaboratori sulla stessa lunghezza d’onda, con un’ammirevole dedizione al proprio lavoro. Un clima sereno, scherzoso, coinvolgente, divertente che nulla toglie al momento più serio quale deve essere lo studio.
Le ansie e le preoccupazioni di cui raccontavo all’inizio sono svanite, lasciando il posto alla soddisfazione ed alla grande sicurezza che l’Oasi Giovani è capace di infondere, tanto da consigliarlo a genitori dubbiosi come ero io. Ci siamo trovati così bene che a tutti sembra troppo aspettare che arrivi settembre per rivederci e per questo abbiamo deciso che faremo parte della grande famiglia dell’Oasi anche durante l’estate!
Grazie Oasi Giovani, continuate così!

Una mamma contenta di Oasi Giovanni – Savigliano

«Dopo il sostegno a Chiamparino il nostro impegno nel cuneese proseguirà»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta che i candidati della lista “Chiamparino per il Piemonte” della provincia di Cuneo hanno inviato al nuovo Presidente della Giunta regionale:

Caro Presidente,
Come componenti della tua lista “Chiamparino per il Piemonte” della provincia di Cuneo, ci siamo trovati per un valutazione del voto che si è conclusa sia con la soddisfazione per la tua grande vittoria, sia, con la comune considerazione della facilità con cui il tuo nome veniva accettato in questa zona, sia, infine, con la piena convinzione di aver fatto, ciascuno nella propria area di influenza, il massimo possibile.
Arrivare in provincia di Cuneo prima della Lega e in terza posizione tra tutte le pur agguerrite liste nazionali e locali concorrenti (con personaggi come Crosetto, Olivero, Sacchetto e Costa a far da traino) è stato il dato politico più significativo.
Arrivarci con una percentuale dell’11% circa a fronte di una media regionale del 4,8 e avendo regalato tra tutti non meno di 4000 voti al PD (il che ci avrebbe portato al 13%), per i noti e segnalati errori di un elettorato vasto, cui non siamo riusciti ad arrivare capillarmente, in una provincia di 250 comuni e 1000 frazioni, è stato obiettivo raggiunto al di là delle più rosee speranze. E ciò sia in relazione alla considerazione generale che le liste civiche, al loro primo apparire, non superano di norma il 4-5%, sia in relazione al fatto che nelle precedenti elezioni, una lista analoga a sostegno della Bresso non aveva raggiunto il 3%.
E’ da considerare inoltre che la percentuale tra voti dati alla lista e preferenze singole si situa complessivamente attorno al dato del 70 %, il che costituisce un record assolutamente inedito in qualsiasi tipo di elezione (nel PD provinciale è attorno al’17%). Insomma, se noi siamo stati contenti di correre nella tua lista “personale”, credo che anche tu possa dirti soddisfatto del nostro lavoro.
Proprio in relazione a questi dati, nella riunione di ieri abbiamo deciso di mantenere il nostro “impegno di lista” anche per il futuro. E ciò per la semplice considerazione che il voto ha aperto uno spazio politico che in questa provincia sarebbe sbagliato non coltivare con la dovuta attenzione.
Se infatti lo “tsunami” del PD è leggibile come consenso a Renzi di un elettorato di centro sinistra enormemente dilatato dalla paura per il movimento 5 stelle, riteniamo che il voto alla tua lista abbia  saputo catturare il consenso di cittadini moderati che in questa terra hanno un forte senso delle istituzioni, che esprimono il desiderio di una politica seria e che tuttavia non arriverebbero a votare direttamente il PD in sé, come partito nel quale trovano spazio ancora espressioni ideologiche non del tutto consone al comune sentire delle nostre popolazioni.
Abbiamo insomma costruito una sorta di ponte di passaggio che sarà tanto più efficace in futuro quanto più si faccia ardua la via del governo nazionale ed emergano invece in Regione i segni da te annunciati di una svolta politica di riforme economico sociali e di rilancio produttivo, di immagine e di cultura (meglio qui della Borgogna) che è quanto è nelle aspirazioni più diffuse di questa provincia, in parte anomala rispetto al resto non solo dell’Italia, ma dello stesso Piemonte. Riteniamo insomma di poter raccogliere su questo tuo simbolo non solo simpatie, ma impegno diretto di forze economiche e sociali che si sono esposte e che desiderano non interrompere il fecondo e pur breve cammino di questi mesi.
Infine, ci pare che questi indubbi significati che si sono tradotti in un primato elettorale incontestabile richiedano da parte tua un adeguato riconoscimento.
Non siamo qui per chiedere la luna. Ma certo non ci farebbe piacere che altre liste civiche, che già hanno avuto rappresentanza nel listino e si sono trovate fortunosamente attribuire seggi non proprio meritati, fossero presenti nella tua squadra in proporzione vistosamente più ampia di quella che spetterebbe.
Sappiamo che ci possiamo fidare di te, della tua esperienza e della tua saggezza. Sappi che, in qualche modo, oltre alla concessione che considereremmo naturale di un assessorato, tutti saremmo disposti a concorrere al duro lavoro che ti attende in qualunque posizione, compito e responsabilità tu vorrai collocarci.
L’impresa che ci attende nei prossimi cinque anni è quella di non deludere chi ci ha dato fiducia e chi ha riposto in noi forse le ultime speranze di riscatto di una politica che ha minato la credibilità di istituzioni e partiti. Al di là e oltre c’è la ancora enorme quantità di persone che non sono andate ai seggi e che pure bisogna sapere riconquistare a una corretta prassi democratica.
Ti chiediamo dunque di aiutarci in questo compito comune. Insieme, possiamo consolidare i primi splendidi risultati del corale impegno di questo mese di esaltante battaglia elettorale.
Alberto Valmaggia, Gianluigi Biestro,
Gian Pietro Gasco, Milva Rinaudo, Sergio Soave
Candidati alle regionali nella lista “Chiamparino per il Piemonte”

L’Arca di Mattè

Riceviamo e pubblichiamo:
L’analisi del voto è il passatempo nazionale di tutti gli italiani. Un po’ come quando, anni fa, complice il brutto tempo, si stava in casa a tirare i dadi al gioco dell’Oca, mentre il televisore in bianco e nero faceva entrare Sergio Endrigo nel salotto, con la sua “Partirà, la nave partirà...”.
Dagli studi delle televisioni alle redazioni dei giornali, dal tabaccaio al Bar Sport, dal salone del parrucchiere alla sala d’aspetto del dentista, ci cimentiamo in scienze della politica e profonde analisi sociologiche, ragionando su alleanze, vincitori e vinti. Come, del resto, in occasione dei Mondiali, quando ci sentiamo più competenti del vicino di casa e provetti commissari tecnici, sostituendoci al Prandelli di turno.
Ha vinto il partito degli astensionisti, come sempre da alcuni anni a questa parte. Pochi se ne sono accorti. Ha stravinto, con percentuali quasi bulgare e consenso fortemente bipartisan, il Matteo Nazionale. La lista Tsipras chiude con un successone, ma in Grecia; forse perché lì, visto che è di casa, hanno imparato subito a scrivere il nome. Qualcuno ha scherzosamente dichiarato che, con il suo 4% e con il 41% del Pd, la sinistra italiana ha raggiunto il… 4%. Contraccolpo per FI e percentuali da frigo-bar per gli altri. Dopo Mare Nostrum, come dice Travaglio, è partita l’operazione Matteum Nostrum.
Una volta usciti i dati (con il MoVimento 5 Stelle che ha subìto una pesante sconfitta, ma solo se il risultato viene paragonato alle enormi e presuntuose aspettative di voto degli stessi grillini e non in termini squisitamente percentuali), sono saliti tutti di corsa sul “cargo del vincitore” (copyright di Marco Travaglio). Cargo e non carro perché, appunto, sul secondo c’erano pochi posti.
Una gigantesca Arca di Mattè. Ogni politico che si rispetti tira fuori dal cassetto il pedigree di “renziano ab ovo usque ad mala”, cioè della prima ora e fino alla fine (politica di Matteo, s’intende. Finito un capo se ne farà un altro e magari si cambierà bandiera).
Addirittura, qualcuno porta persino la propria ecografia come testimonianza. Della serie: io ero fin da subito con lui ma agivo sotto copertura. Come la Picierno, passata da Franceschini a Bersani, per approdare a Matteo. Lo stesso Vendola, che ha abbandonato il pentametro giambico per una prosa più comprensibile ai comuni mortali, ha avuto parole di elogio. I media hanno appoggiato entusiasticamente Monti, che ci salvava da Berlusconi, e poi Letta che ci liberava da Monti, infine Matteo da Letta ma con l’approvazione di Monti, Letta e Berlusconi. Come alla Fiera dell’Est. Prima, alte istituzioni lamentavano la fine di Letta “Cesare” ad opera di Renzi “Marco Giunio Bruto”. Ora, tutti ringraziano il fiorentino per la stabilità che ha dato all’Italia (anche se la composizione del Parlamento non è mutata, quindi non si capiscono i motivi di tale giubilo). Come cambia il mondo e come svanisce la memoria storica! Non più di due anni fa, nel Pd erano tutti bersaniani e smacchiavano il giaguaro. Poi, pian piano, come in un lento processo di osmosi, si sono trasferiti alla corte di Renzi. Persino Fassina, quello della famosa domanda renziana “Fassina, chi?”, che descriveva Matteo come un portaborse che sapeva parlare come un cd registrato (e che si dimise), si è ravveduto e ha pronunciato un elogio al premier per la sua “chiara leadership”. Franceschini, ministro della Cultura (grazie a Renzi), twittava, pur senza citare Shakespeare “Bersani ragiona, Renzi recita”.
Lo stesso Bersani diceva che Renzi non conosceva l’umiltà (magari conosceva bene via dell’Umiltà…), ma ora che ha il 41% deve averla per forza imparata. D’Alema si chiedeva quali libri mai leggesse il Matteo, visto che era così superficiale. Il Codice Da Renzi, magari? Ora la musica è cambiata, anche perché si sono liberati dei posti alla Commissione Europea e pure il leader Massimo sembra essersi saggiamente accodato. L’elenco non finirebbe certo qui. Qualcuno volò sul nido del Cuperlo.
Certo è che, senza la spinta del Movimento 5 stelle, che ha agito come in una selezione darwiniana, “facendo sì che la preda si evolvesse in meglio per la propria sopravvivenza”, un certo tipo di fare politica non sarebbe cambiato. Anche se, vedendo ad esempio quello che succede all’aeroporto di Pisa, con l’orribile svendita delle quote pubbliche a favore di un magnate argentino, amico di amici, qualche dubbio rimane. Ci sarebbero tante storie da raccontare.
Storie non di normale amministrazione ma di “anormali” privatizzazioni, che avranno risultati ben lontani dall’interesse pubblico. Storie di accumulazione di cariche come nella Prima e Seconda Repubblica. Intanto, la nave è partita. Ma non siamo tutti sulla stessa barca e qualcuno si è sistemato comodamente su un metaforico e lussuoso yacht.
Grazie dello spazio che mi avete concesso.
Cordiali saluti
Paolo Arduino – Marene