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Al direttore

«E' l’ora che gli educati si ribellino ai cafoni»

Riceviamo e pubblichiamo:

Io so, lo so per certo che esiste in Savigliano una cittadinanza sana, etica, educata, ma purtroppo succube di protervie ed abusi di cui altri, male educati, usano ed abusano contro ogni logica. Quand'è che ci ribelleremo civilmente contro questi, per dire loro che non è questo il modo di comportarsi e a parole, solo a parole, far loro capire che sbagliano? Lo so che non è facile dire a qualcuno che sbaglia, ma se invece che uno fossimo in molti a dirlo loro forse qualcosa otterremmo. Anche se la forza pubblica non ha a disposizione mezzi e personale adeguato per far fronte all'inciviltà di queste persone, i cittadini sani ed educati, dovrebbero sopperire a questa carenza. Si tratta soltanto di dire a chi sbaglia che ha sbagliato, nulla di più. Con modi gentili ovviamente. Può succedere che qualcuno non apprezzi il rimprovero e si alteri; basta lasciar stare e andarsene, ma comunque il massaggio è arrivato. Quand'è che fermeremo una bici di sera dicendogli che deve avere le luci accese, quand'è che un Suv si fermerà prima delle strisce pedonali, quand'è che non si andrà più in bici sotto i portici, quand'è che davanti a certe scuole i parcheggi non saranno più ad libitum o ad dimensionum, quand’è che la spazzatura sarà messa in modo adeguato, quand’è che i marciapiedi ritorneranno tali e non saranno più gabinetti per cani, quand’è che......? Solo se noi cittadini, quelli civili e ben educati, con il nostro fattivo contributo facessimo in modo che le regole e l'educazione fossero rispettate, ricordandole agli incivili, forse allora la nostra bella città potrà considerarsi tale; diversamente non lamentiamoci più! Adesso tocca a noi! Auguri di un buon e migliore anno a tutti coloro che vorranno attivarsi in questo modo.

Augusto Pettiti – Savigliano

«Perchè non c’è una Madonna col pancione?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Ma è già Natale? Me lo chiedo poiché in questo periodo vedo molti presepi con Gesù bambino già in braccio alla Madonna. Penso però, visto che siamo nel periodo dell'Avvento, probabilmente per costoro Gesù è nato prematuro. Io personalmente, vedrei meglio un presepe che rispettasse i tempi cronistorici che comportano adesso la Madonna incinta col pancione confortata da San Giuseppe, poi il 24 mattina Lei a letto contornata da levatrici o similari e infine, a mezzanotte del 24, ecco apparire Gesù nella culla con la Madonna senza pancione e conoscenti vari come contorno. Mi sembrerebbe più logico e veritiero. Lo so che della Madonna incinta esiste un solo dipinto di Piero Della Francesca, uno solo, dipinto poco condiviso dalla Chiesa, ma penso che anche la Madonna, quale puerpera, dovesse avere un po' di gonfiore dopo nove mesi. Non sarebbe male se i fabbricanti di statuine rispettassero la cronologia dell'avvenimento, si tratterebbe di una Madonna in più e credo che i bambini sarebbero contenti nel cambiare i vari momenti della futura Natività. Questo mio pensiero nulla vuole togliere al senso e alla santità del Natale, però, tanto per la precisione... Buon Natale a tutti Voi della redazione.

Augusto Pettiti – Savigliano

La battaglia contro l’amianto non si ferma

Riceviamo e pubblichiamo:

La nostra associazione fa parte del Comitato Strategico Amianto in seno all’assessorato della Salute e Ambiente della nostra regione e sin da subito ci siamo fatti carico di portare in evidenza i due punti fondamentali riguardanti la salute dei cittadini e dei lavoratori ex esposti all’amianto e dei lavoratori che ancora lo sono. Per ciò che riguarda la Sorveglianza Sanitaria per gli ex esposti nella nostra regione, dopo l’approvazione della Conferenza Stato Regioni all’inizio del 2018, abbiamo constatato che sul Registro regionale risultano 14.268 ex esposti in vita che hanno diritto alla Sorveglianza Sanitaria. Analizzando bene il dato, questo riguarda 60 aziende sulle 520 che avevano usato l’amianto: 61 ex esposti di Fiat Ferroviaria dal ‘74 al ‘92 (fino all’approvazione della 257/92), mentre nella nostra provincia non risultano nel registro la ex Galfer (oggi ITT) di Barge, la Valeo di Mondovi, la ex Ferodo (oggi Federal Mogul) di Mondovi, ex Eco Payen Mondovi, ex Cartiera di Bagnasco (azienda dismessa) e la Michelin di Cuneo per i reparti devo il materiale era in uso. Su questa grave mancanza, come abbiamo già avuto modo di scrivere sui giornali, abbiamo interessato il direttore della nostra Asl Cn1 ed il responsabile nazionale della Sorveglianza Sanitaria che fa parte del Ministero della Salute e siamo in attesa di incontro per cercare di risolvere la grave mancanza, ma anche per definire nell’ambito del Servizio Sanitario come verrà effettuata agli ex esposti la Sorveglianza Sanitaria. Nell’ultimo Comitato Strategico su nostra richiesta ci è stato confermato dall’assessore Valmaggia che continuerà il finanziamento per la rimozione e lo smaltimento di piccoli particolari per i privati, mentre per l’industria continuano i finanziamenti ISI (INAIL). Alla nostra città, in base alla legge 30/2008, sono stati assegnati 13.580 euro per la bonifica della scuola media. Per il Consorzio SEA sono 18 i comuni che hanno goduto dei contributi regionali assegnati per “raccolta trasporto e smaltimento di piccole quantità” per 81mila euro. Complessivamente nella nostra provincia per la bonifica degli edifici pubblici i contributi regionali sono stati di 950.245 euro. Rimane da completare il censimento del cemento amianto esistente non censito come dal “Piano Regionale Amianto 2015/19” da parte del nostro Comune dal quale, avendo richiesto a che punto fosse, non abbiamo avuto risposta. Nel convegno alla Camera dei Deputati (dove siamo intervenuti) sugli impianti di smaltimento dell'amianto la Regione Piemonte è risultata la più organizzata per quanto riguarda il censimento del materiale contenente amianto rispetto a tutte le altre regioni. L'obiettivo è di eliminare l'amianto entro il 2025. In 20 anni è stato portato i Germania il 20% dell’esistente e sono stati spesi da parte dei cittadini più di 18 milioni di euro: di questo passo per smaltirlo tutto ci vorranno altri 80 anni. Il censimento delle cave e delle miniere dismesse è stato completato dall'ARPA Piemonte e da oggi i sindaci del Piemonte possono destinare questi gradoni (da 1,8 milioni a 3 milioni di tonnellate) allo smaltimento di grandi quantitativi di cemento amianto con grande risparmio per il trasporto su gomma. L'amianto che trasportiamo in Germania viene smaltito con questo sistema, possiamo farlo anche noi. All'attuale Governo abbiamo presentato alcuni punti che i recenti Governi, pur avendoci ascoltati, non hanno ritenuto di approvare. Pertanto abbiamo chiesto di eliminare la discriminazione creata dall'entrata in vigore la 257/92 nei confronti degli ex esposti che per più di trent' anni anno respirato senza protezioni l'amianto che sono andati in pensione precedentemente alla legge, che venga riconosciuto il diritto previdenziale cosi come tutti gli ex esposti per il godimento dei Benefici, e alle vedove per poter usufruire della rivalutazione della pensione come previsto dalla 257/92. Delle proposte presentata al Governo avremo presto degli incontri per riconfermare le nostre richieste e informeremo gli ex esposti all'amianto e i cittadini, mentre con la Regione Piemonte la nostra speranza è di continuare nel Comitato Strategico con i nuovi eletti. Intanto, son aperte le iscrizioni all'A.i.c.a.: ai nostri iscritti, che ringraziamo, chiediamo di confermare la loro adesione per il 2019 e di partecipare alle nostre iniziative. Cogliamo anche l' occasione per ringraziare i cittadini che hanno aderito alla fiaccolata della giornata Mondiale delle Vittime dell' Amianto, la stampa locale, e i cittadini che hanno riconosciuto nella nostra Associazione una valida attività sociale. Non siamo proprietari di questa terra, l’abbiamo solo presa in prestito dobbiamo lasciarla pulita per le generazioni future. Auguri di buon Natale e buon 2019 a tutti.

Armando Vanotto – presidente Aica (Associazione Italiana Contro l’Amianto)

«Caro Babbo Natale, la dignità non ha prezzo»

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissimo Babbo Natale, ci stiamo avvicinando al Natale, sono tutti agitati, intenti a cercare apparenza e regali che prenderanno la ruggine nelle cantine. Ho voluto scriverti questa lettera perché sono allo stremo delle forze fisiche e psicologiche, sono disoccupato dal 2015, tranne qualche parentesi lavorativa con stipendi irrisori, ho due figli, due gemelli, uno si chiama Francesco, l’altro Emanuele. Da quasi due anni viviamo con un solo stipendio, quello di mia moglie, un part- time, che ci permette di sopravvivere. Ho messo la casa di proprietà in vendita perché non ho la possibilità di sostenere le spese condominiali. Sono consapevole che situazioni così sono solo un ago in un pagliaio, in questo mondo disastrato, le lacrime versate ogni notte di nascosto magari annegate tra le ore più buie non servono a nulla, ma allora ti chiedo carissimo Babbo Natale come faccio? Come faccio a far capire le rinunce obbligate ai miei figli, non sto parlando di giochi o di dolci, ma di scarpe, perché a 6 anni i piedi crescono a dismisura, non è facile mandare i miei figli a scuola con le scarpe incollate, eppure sono orgoglioso di farlo perché la mia dignità passa anche dalla colla alle scarpe, sono fortunato perché nel mondo c’è chi non ha neppure una casa, neppure un piatto caldo di minestra. Carissimo Babbo Natale, guarda fa lo stesso se sei super impegnato, non voglio essere egoista, se non sono troppo invadente lasciami il tuo indirizzo mail, provo a mandarti il mio curriculum, chissà magari hai bisogno di qualche assistente. Ciao Babbo Natale, volevo ancora dirti questo, per questo Natale non portarmi nulla, anzi porta quello che era destinato a me a chi ha veramente necessità. Ciao buon lavoro, un papà come tanti.

Lettera firmata – Savigliano

«Mettete i tilet anche alla Pieve»

Signor Direttore,

Le scrivo per segnalare un problema piccolo, ma a mio giudizio importante. Quando purtroppo si verifica un decesso non sempre la comunicazione viene affissa sulla porta della Chiesa di Santa Maria della Pieve di Cavallemaggiore, limitandosi a quella di San Michele. Mi permetto di ricordare che la Pieve fa parte della parrocchia Pieve-San Michele e deve godere della stessa considerazione. Domando, di conseguenza, una maggior attenzione. Grazie per la disponibilità.

Renato Cavaglià – Cavallermaggiore