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Al direttore

«Grazie a tutti, arrivederci al 2020»

La Fondazione Ente Manifestazioni Savigliano desidera ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con la propria professionalità al grande successo della manifestazione. Grazie al Comune di Savigliano, al Comandante Martini e a tutti gli agenti della Polizia Locale; alla Compagnia dei Carabinieri di Savigliano, alla Protezione Civile, agli ausiliari di vigilanza della Città di Savigliano, al Gruppo interforze di Fossano, al servizio di volontariato della Croce Rossa, all’ufficio tecnico e al Consorzio S.E.A alla ditta Derichebourg Italia – San Germano S.r.l. L’impegno, la dedizione e la capacità organizzativa in un evento complesso e delicato per garantire la sicurezza di tutti hanno consentito lo svolgimento sereno di questa 38° edizione. Grazie all’Abate Don Paolo Perolini. A tutte le Istituzioni, le Associazioni di Categoria e a tutti gli Sponsor che ci hanno sostenuto e appoggiato e a tutti gli organi di stampa giungano il nostro ringraziamento; in particolare, i giornali di Savigliano (“Il Saviglianese” ed “Il Corriere di Savigliano”) che hanno contribuito con grande sensibilità, professionalità e partecipazione alla comunicazione della Manifestazione su questo territorio. Si ringraziano tutti i relatori, le associazioni e le aziende che con competenza e intelligenza hanno animato il dibattito presso il Padiglione Agrimedia. Grazie a tutti i fornitori che hanno contribuito alla buona riuscita della Manifestazione. Grazie alle scuole Superiori Arimondi Eula e Aimone Cravetta e al contributo dei loro giovani studenti; agli espositori per la qualità del loro lavoro, alle forze dell’ordine tutte, a tutte le donne e gli uomini che hanno garantito la sicurezza e a tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo per contribuire alla buona riuscita dell’iniziativa. Si ringrazia inoltre Floricoltura Monviso per la gentile collaborazione. Da tutti noi, un ringraziamento particolare anche alle 60.000 persone del pubblico della Fiera che con la loro partecipazione danno un senso profondo a tutto questo lavoro. Arrivederci alla prossima edizione.

La Fondazione Ente Manifestazioni

«Non si può morire in cantiere a 65 anni»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nei giorni scorsi è deceduto un operaio di 65 anni, precipitato dal tetto in un cantiere edile a Roccaforte Mondovì. L'ennesima tragedia che avviene nel silenzio assordante di chi non vuole affrontare il tema della sicurezza sul lavoro, in uno dei settori più a rischio dove gli infortuni gravi e mortali sono ormai all'ordine del giorno e dove la formazione sulla sicurezza spesso viene elusa per risparmiare sui costi. Basti pensare alla piaga, presente anche nella nostra provincia, della mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell'edilizia nei cantieri. Oltre ad esprimere il nostro cordoglio alla famiglia, chiediamo al Governo che si attivi per l'applicazione delle norme sulla sicurezza e che si intensifichino i controlli. Drammi come questo non devono più ripetersi, la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità non più rinviabile. Non si può morire così, a 65 anni non si può più lavorare in cantiere edile.

Cgil Cuneo

«Meglio l’immobilismo che altri megastore»

Riceviamo e pubblichiamo:

A proposito delle più recenti notizie urbanistiche, relative al progetto di ricavare nell’area della Gran Baita un supermercato e della partenza dell’area commerciale di via Alba, mi sia consentito riprendere alcune considerazioni che come “Stop al consumo del territorio” avevamo espresso nella mostra “Il Piano Regolatore com’è, come potrebbe essere”, nella primavera del 2011. “Stando alla previsione dei fabbisogni determinati dal vigente PRG per la grande distribuzione, oltre alle aree già utilizzate pari a 19.300 metri quadri, e ai 28.000 metri quadri che sono stati approvati o sono in via di approvazione, sono disponibili altri 270.000 metri quadri. Questo significa che stando agli abitanti attuali (20.991) ogni saviglianese potrebbe avere a disposizione per lo shopping circa 13 metri quadri, ovvero per una famiglia di 4 persone 52 metri quadri, un piccolo appartamento! La superficie totale occupata e occupabile corrisponde a circa 29 ettari di suolo agricolo che equivalgono al consumo di terreno biologicamente produttivo di 13 individui, dal momento che secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica attuale dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite. Dunque per il nostro shopping ci permettiamo di sottrarre per sempre le risorse a 13 uomini! Il saviglianese del futuro: tutto casa, televisione e centri commerciali! Nel dicembre 2010, insieme a “Il Molo”, in considerazione del fatto che l’Amministrazione comunale aveva nel dibattito sull’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino anch’essa espresso pubblicamente la sua contrarietà all’apertura di nuove grandi strutture commerciali, abbiamo proposto che, con una manifestazione di volontà e coraggio, ma anche di coerenza, venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano Regolatore a area produttiva e commerciale”. Siamo ancora adesso in attesa di una risposta alla nostra proposta, nonostante il fatto che avessimo documentato, con una serie di sentenze, la possibilità per l’Amministrazione comunale di variare l’uso del suolo contro chi sosteneva il contrario. Certo che se la soddisfazione del sindaco per la prossima partenza dell’urbanizzazione di via Alba o l’idea di riproporre il parcheggio sotterraneo, rispuntata recentemente, rappresentano la risposta alle accuse di immobilismo che provengono dall’opposizione e da parte delle stesse forze che sostengono la Giunta, non resta che pensare che l’immobilismo almeno non faceva danni.

Pier Fiorito – Stop al consumo del territorio Savigliano

«Se il sindacato conosce irregolarità le denunci»

Riceviamo e pubblichiamo:

Siamo esterrefatti dalle dichiarazioni rese inopportunamente dalla Cgil, relativamente all’incidente sul lavoro che ha avuto purtroppo una vittima in un cantiere edile. Stupisce innanzitutto che non si riconosca da parte sindacale che le politiche per la formazione e la sicurezza nel lavoro sia a livello nazionale che a livello locale vengono concertate insieme, datori di lavoro e sindacati di settore, da quarant’anni, attraverso gli enti paritetici (Cassa edile e Scuola edile), in assoluta bilateralità. E per primi i contratti collettivi di lavoro sono firmati insieme. Se l’accusa è che l’Ente scuola edile, preposto alla formazione, debba rinnovare le sue linee strategiche e operative, siamo disponibili a confrontarci e a ripensare insieme il modello. Ma se Cgil è a conoscenza di casi specifici di inottemperanza alle norme ha il dovere di segnalarli nelle sedi opportune, perché in altro caso, le pesanti generiche parole scritte rappresentano unicamente un esempio di pericoloso populismo e bieca diffamazione, contro un settore già duramente provato dalla crisi. Le norme ci sono e vanno rispettate, le nostre Associazioni di categoria si impegnano da anni a fondo nella diffusione della cultura della sicurezza, che è un qualcosa che va ben oltre la semplice osservanza delle norme: un assoluto dovere. Cercare una ribalta mediatica sfruttando un lutto rappresenta una brutale speculazione. Pensiamo che i lavoratori apprezzerebbero che il sindacato si battesse per cause concrete: una potrebbe essere abbassare l’età pensionabile per chi opera nel settore. Lavorare in un cantiere è molto faticoso e far rientrare gli edili in una categoria speciale porterebbe positivi risultati anche in termini di sicurezza.

Elena Lovera – presidente Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Cuneo

«Tornelli alla stazione per garantire più sicurezza»

Leggo con tristezza la notizia sui giornali di oggi sull’ennesima aggressione al personale ferroviario a Cuneo, da parte di passeggeri senza biglietto, sulla tratta Torino-Savona, considerata tra le più problematiche. Da viaggiatore quotidiano della Savigliano-Torino da ormai più di un anno, non posso che osservare che la situazione è semplicemente fuori controllo. È all’ordine del giorno che salgano persone senza biglietto, al 99% straniere (ma quando sono italiane il problema è identico), pronte a dileguarsi ai controlli, a non esibire documenti, ad accampare scuse, a scendere da una porta per risalire due porte dopo, mettendo in evidente difficoltà il personale, che nei casi peggiori, rischia anche fisicamente. Rischiano anche i passeggeri onesti, che per caso si trovassero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa è la risultante del buonismo di troppe politiche all’italiana, dall’immigrazione alla legittima difesa alla certezza della pena, in un crescendo che è stato avviato dagli anni 90 fino ad oggi. L’idea delle body-videocamere da dare al personale come deterrente è valida, seppur non risolutiva, visto che di fronte ci sono quasi sempre persone con poco-niente da perdere. La stazione di Savigliano ha anche la criticità di avere i due accessi-scalinata piuttosto stretti, e mi pare non sia nemmeno a norma per l’accesso di persone con disabilità. Si potrebbe pensare di migliorare la struttura, e/o la gestione (un solo senso di percorrenza per ciascuno: o salita o discesa, sedia sali-scendi scalini), completando contestualmente con tornelli che impediscano (o per lo meno, rendano molto difficoltoso) l’accesso dei personaggi senza biglietto, stile metropolitana, stile stazioni delle migliori città europee cui dovremmo ispirarci, se in Europa dobbiamo (o vogliamo) restarci. Savigliano è una fermata importante e un discorso di questo tipo darebbe sicuramente dei risultati come qualità del servizio.

Franco Galvagno – Savigliano