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Al direttore

«Invece di lamentarvi consigliateci come crescere»

Egregio direttore,

come presidente della Consulta Giovani vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l'evento "Holisplashfestival" di sabato 8 giugno. Il Comune, il sindaco Giulio Ambroggio, la banca CRS, Conad, Feilong Market, i bar Cavour e Taipei. E ringrazio tutte le persone che hanno partecipato, le famiglie che hanno portato i loro figli a divertirsi tutti insieme e in piena sicurezza. Le persone che ci supportano e che ci fanno sentire il loro appoggio in ogni momento, anche solo passando e facendoci i complimenti per la fatica con cui mettiamo a posto tutti i dettagli di una manifestazione, sono la benzina per andare avanti. Purtroppo però ci sono anche alcune persone che ostacolano o tentano di ostacolare pesantemente lo svolgimento di queste manifestazioni, senza informarsi sullo svolgimento delle stesse. Addirittura nella settimana precedente all'Holi Splash Festival sono state fatte diffide per evitare lo svolgimento della manifestazione, senza sapere che erano state allestite ampie misure precauzionali per quest’evento, con addetti alla sicurezza adibiti al presidio delle zone più a rischio, evitando di montare cannoni fissi che sparassero colori (inizialmente previsti) per evitare di recare danno a cose o persone, utilizzando polveri anallergiche e non dannose per le superfici. Spiace vedere e sentire parlar male dei giovani di oggi, che nella realtà dei fatti cercano soltanto di divertirsi proponendo nuovi eventi in città... So perfettamente che ci saranno sempre coloro a cui non andrà mai bene niente e criticheranno a prescindere, a queste persone non chiedo di non lamentarsi o di non manifestare il loro disappunto, ma di lasciarci lavorare, di consigliarci e non di limitarci, di indicarci gli errori per migliorare e non di limitare la nostra creatività… Cresceremo noi, cresceremo tutti insieme e crescerà Savigliano.

Filippo Mulassano, pres. Consulta Giovani - Savigliano

«Ma dov’è finito il vero spirito alpino?»

Caro direttore,

immagino che i saviglianesi, leggendo che entrambi i gruppi alpini cittadini propongono una gita nello stesso giorno e nello stesso posto (colle di Nava), trovino che la cosa ben poco rispecchi quell'elenco di virtù (fratellanza, amicizia, disponibilità, alpinità) da sempre usate per esaltare i valori positivi degli appartenenti all'associazione. Ed hanno perfettamente ragione a pensare in questo modo. è giusto far sapere che già l'anno scorso venne chiesto, da parte del gruppo Borgo-Pieve al capogruppo del gruppo Savigliano, di fare un solo autopullmann. Si disse possibilista (ero presente) ma ne doveva parlare in direttivo. Non ci fu nè risposta nè partecipazione. Quest'anno il gruppo Borgo-Pieve ha preventivamente invitato sulla stampa locale il gruppo Savigliano a vivere in comune questo momento del ricordo dei nostri morti. La risposta è l'organizzazione "in concorrenza" dello stesso evento. Non posso, orgogliosamente figlio di un conducente muli del Secondo Alpini, non rammaricarmi che il rancore personale di sicuramente pochi danneggi molti ed appanni l'immagine pubblica di una associazione carica di storia. Un socio ANA che assolutamente non vuole restare anonimo.

Aldo Lanfranco – Savigliano

«Basta con la capitozzatura che devasta gli alberi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera rivolta all’Amministrazione comunale:

Gentile sindaco, nella speranza di fare cosa gradita porto alla vostra attenzione come si presenta oggi, in primavera inoltrata, quello che dovrebbe essere il viale “alberato” che porta al santuario di Apparizione. Il fatto che gli alberi siano praticamente privi di chioma e abbiano più vegetazione alla base del tronco che sui rami è un segnale di stress della pianta dovuto ad una potatura troppo invasiva e non rispettosa della natura (conosciuta come tecnica della "capitozzatura"). Ci sono diverse ragioni per opporsi alla capitozzatura degli alberi, dalla salute delle piante, agli aspetti economici ed estetici. Nonostante ciò, purtroppo è una pratica ancora diffusa che affligge viali, parchi e campagne saviglianesi. Ci troviamo così circondati da alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie, mostri geometrici alieni al mondo vegetale, che poco hanno a che vedere con la forma naturale della pianta. I risultati a lungo termine della capitozzatura sono inesorabili: deficit nutritivo, indebolimento, invecchiamento precoce, sviluppo di malattie e insediamento di parassiti sono le conseguenze di una pratica sconsiderata, che continua a procurare danni alla natura e ai cittadini, fino a provocare la morte della pianta. Oltre alla salute della pianta esistono due ulteriori motivazioni per opporsi fermamente alla capitozzatura: 1.L’aspetto puramente estetico. La capitozzatura distrugge la naturale forma dell’albero, lasciando al posto della parte terminale delle branche degli orribili monconi e provocando il ricaccio alla base della pianta, lasciandoci così viali spogli e assolati. 2. L’aggravio dei costi. Si fa presto a tagliare con la motosega in modo indiscriminato, un'operazione molto più semplice e veloce del taglio selettivo, che dà l'illusione di risparmiare tempi e costi. Tuttavia, sul medio-lungo termine i costi si accrescono enormemente perché la capitozzatura aumenta la necessità di fare degli interventi di manutenzione. La pianta, infatti, per rispondere allo stress provocato da una potatura così invasiva vegeta molto di più rispetto ad una potatura di contenimento, che invece può essere fatta ogni 5-6 anni sulle piante adulte e in salute. Chiedo gentilmente ai responsabili del verde pubblico di evitare questa pratica così dannosa al fine di tutelare quel poco di natura rimasta nelle nostre campagne, che vedono inesorabilmente gli alberi andare giù ad un ritmo incessante. La capitozzatura è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi che si possa fare e diversi comuni la stanno abbandonando. Mi auguro che anche l’amministrazione di Savigliano faccia altrettanto.

Jacopo Ghione – Savigliano

«Il malaffare si combatte con il carcere»

Riceviamo e pubblichiamo:

Historia magistra… di che? Sembra che, decenni or sono, magistrati siciliani abbiano deciso di mandare al confino (?) mafiosi di rango, onde estrometterli dal loro feudo. Il loro intento, forse molto poco illuminato, era quello di farli redimere ed estromettere dal loro comando popolazioni succubi. Oggigiorno un certo magistrato ha mandato un condannato (plurirecidivo) a scontare la pena in un centro anziani forse non pensano che il suddetto, tramite prebende e discorsi, avrebbe avuto nuovi proseliti! Ma così va l’Italia. Nell’Ottocento un certo Cavour aveva già problemi con la Questione Meridionale, però il Garibaldi del momento la volle tralasciare. Ad Unità d’Italia conseguita, tutta la penisola si sentì (per modo di dire) una sola, solo che col tempo non furono i nordisti operosi ad insegnare al sud come fare per riscattarsi, bensì Mafia, ndrangheta, Corone unite varie insegnarono ai nordisti come fare grana non proprio legalmente. Mandare al confino mafiosi di un certo tipo in quel di Bardonecchia o a Villastellone o altrove, fece in modo che colonie intere di suddetti redenturi, si insediassero nel territorio, spadroneggiando, corrompendo, uccidendo e soverchiando quello che poteva essere lo Stato. Vediamo oggi come la non corrotta Lombardia, sia ostaggio di ‘ndrine e corone varie che l’hanno costretta ad adeguarsi al loro volere. Il Piemonte sta cercando di uscirne, ma i malfattori sono troppo inseriti nel contesto. I soldi facili, con gli appalti truccati, sono il business di questa gente, e se arrestati, coi tempi della Magistratura eventuali condanne saranno tutte in prescrizione! “Vuolsi così colà dove si puote, e più non dimandare”. In quel della Sicilia ci furono i Vespri, ma oggi non ci sarebbe bisogno di sangue per migliorare il loro vivere, basterebbe togliere dalla circolazione nel senso di carcerare, ignobili personaggi assurti a politici di prestigio, che in virtù di atavica balordaggine si concedono emolumenti e privilegi esorbitanti assurgendosi a difensori dei deboli e delle istituzioni, mentre operano nel torbido per il loro interesse. Ma quando qualcuno farà le pulci agli acari e i virus a una regione autonoma finanziata da noi pantaloni? Mancano i carceri, è vero, ma un’isola come quella di Papillon non potrebbe essere adeguata per questi ignobili? Un’isola tipo quella dei famosi dove i suddetti, nudi, dovrebbero procurarsi il mangime ed i sollazzi mancanti, dotandoli di coltelli e fiocine per la pesca o per la difesa. Ne rimarrebbero pochi. Meno male, tra loro si vogliono bene.

Augusto Pettiti – Saviglian

«Moderati Cuneo: grazie per la fiducia»

Vogliamo ringraziare gli elettori per la fiducia che ci hanno dato, votandoci. Nel Comune di Cuneo, numeri alla mano, chi ha espresso il proprio consenso a nostro favore nel 2014 ce lo ha confermato domenica scorsa. Più difficile è stata invece la corsa in provincia, nonostante anche lì avessimo presentato candidati di tutto rispetto che, in ogni caso, sono riusciti a raccogliere risultati soddisfacenti. A Saluzzo siamo stati determinanti per la riconferma al primo turno del sindaco uscente Mauro Calderoni. Per questa campagna elettorale abbiamo scelto il profilo basso. Non ci siamo spostati da un capo all’altro della Granda a bordo di grossi camper, nessuno ha visto i nostri volti “giganti” affissi in ogni angolo di città. Abbiamo scelto di fare il “porta a porta”, infilando i santini nelle buche delle lettere e cercando il più possibile il contatto diretto con le persone. Sempre con la consapevolezza che la sfida sarebbe stata difficile, senza mai farci illusioni, con una buona dose di realismo, come richiesto dal complicato quadro politico attuale. Comunque sia andata, rispettiamo le scelte di tutti. Chi ha votato Salvini non deve essere demonizzato. è evidente che non siamo stati capaci di ascoltare tutte le richieste dei cittadini o magari di intercettare le ansie dei territori. Ma non si dimentichi che la Regione Piemonte, come ci era stata lasciata in eredità nel 2014, era in condizioni a dir poco disastrose: il primo compito nostro (difficilissimo) è stato quello di risanare i conti, soprattutto in campo sanitario per poter continuare a garantire tutti i servizi ai cittadini. Abbiamo fatto tanto, tanto ancora resta da fare. Ci auguriamo che il centrodestra sia in grado di muoversi nella direzione giusta, nell’interesse dei piemontesi. La sconfitta di oggi non ci spaventa. Noi Moderati continueremo fin da subito a occuparci dei problemi dei territori nei Comuni in cui abbiamo i nostri rappresentati e in Regione con il nostro consigliere. E, intanto, siamo già pronti a nuove sfide, sempre animati dalla grande passione per la buona politica.

Maria Carla Chiapello coordinatrice provinciale Moderati Cuneo

NOTA DEL DIRETTORE

Mi è doveroso rettificare quanto pubblicato sul numero scorso (a pagina 3), nell'articolo in cui si parla dei candidati cuneesi eletti nel nuovo Consiglio regionale. Erroneamente abbiamo associato la lista dei Moderati (che appoggiavano Chiamparino) al neo presidente Cirio, dicendo che Maria Carla Chiapello sarebbe arrivata a Torino perché facente parte del listino. Ovviamente non è così. La concitazione con cui è stato composto questo numero del Corriere non è una giustificazione sufficiente. Mi scuso con tutti i lettori per l'informazione errata e con gli interessati.

Il direttore