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Al direttore

La bella tradizione della Processione di Pasqua

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dal 1726 la tradizione continua nel solco della fede pur con qualche polemica a chi più tanto crede con il folclore e la religione è la festa del Cristo Risorto un avvenimento che dona luce, amore e conforto. Per i credenti è l’avvenimento più importante dell’anno una processione per pregare e tanti la fanno con molti figuranti, costumi e grande impegno e la banda musicale che è di grande sostegno. Tante le associazioni per onorare la Resurrezione e molta gente che si unisce per questa bella tradizione. Un grazie a don Sestilio e don Paolo per la loro presenza che con il sindaco Ambroggio hanno reso solenne la ricorrenza. Altrettanto al signor Roberto Pio dell’Arciconfraternita della Pietà e allo stilista Stefano Galvagno per i costumi di grande qualità un grazie alle gentili signore per il rinfresco che ha fatto onore il tutto si è svolto come sempre con religiosità, cuore e amore”.

Antonio Carezzana - Savigliano

«Ancora tanta strada per liberarci dall’amianto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì sera, ho partecipato con il sindaco di Savigliano e il consigliere regionale Paolo Allemano all'annuale fiaccolata in memoria delle vittime dell'amianto, promossa dall’Aica, l’Associazione italiana esposti amianto, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Centro servizi volontariato Società solidale. Un momento struggente dal forte significato politico: non ci si può rassegnare alle morti sul lavoro. Savigliano ha pagato un prezzo alto: 125 vittime alla Snos Fiat Ferroviaria, 150 in provincia di Cuneo. Ma la strage continua: ogni anno 350 persone muoiono in Piemonte a causa dell’amianto, 4.000 in Italia, 100 mila nel mondo. Queste famiglie non devono essere lasciate sole; la battaglia dell’Aica va sostenuta: è la nostra battaglia. Trent’anni fa l'Europa, mettendo al bando l'amianto, ha segnato la fine dell’utilizzo di un materiale che ha costituito la più rilevante causa di cancro da lavoro. La strada da fare è ancora tanta: restano aperti enormi problemi sia dal punto di vista ambientale (servono risorse per le bonifiche); giudiziario (sono in corso cause che faticano a trovare una soluzione equa) e sociale (città intere, con le loro famiglie segnate da lutti dolorosi, hanno pagato e continueranno a pagare un duro prezzo all’amianto). Anche in questo l’Europa deve fare la sua parte.

Ivana Borsotto – candidata europarlamentare Pd

«Guardandovi siamo certi di aver fatto un buon lavoro»

Riceviamo questa lettera indirizzata ai ragazzi della III E del ’92:

Essere ricordati dai propri alunni scalda il cuore, condividere con loro una gustosa cena lo fa ardere di gioia! Grazie ragazze e ragazzi, siete stati meravigliosi e ci avete mostrato che la scuola semina valori di vita quando insegnanti e genitori si danno la mano per educare: da voi è uscito il meglio. Ancora grazie ragazzi. È difficile spiegarvi la gioia che abbiamo provato nel vedervi e capire che siete ancora uniti ora ultraquarantenni. L’obiettivo della socializzazione che ci eravamo proposti lo abbiamo raggiunto. Siamo tutti promossi, voi e noi. Ciao a tutti!

Ester, Maria Agnese, Maria Teresa, Marisa, Mino, Nesti, Rita e Trucco – Racconigi

«Ci si accorge solo ora del valore delle Province»

Egregio direttore, finalmente a livello politico nazionale ci si sta rendendo conto che la questione di ricostituire le Province è di pressante attualità. Oggi, in campagna elettorale c’è tanta carne al fuoco, ma la si affronterà per forza di cose dopo le imminenti elezioni. È dai Comuni, è dal territorio però che devono sorgere iniziative per fare comprendere che la Provincia è una forma di organizzazione decentrata che con un forte radicamento appartiene alla storia d’Italia, argina il centralismo regionale che rivela spesso una insensibilità verso i fatti periferici, una burocrazia esasperata, una non conoscenza o lontananza dei problemi del territorio, che ricadono negativamente sulle comunità locali. Nel sistema delle autonomie la Provincia ha avuto inoltre un ruolo essenziale di programmazione e di sviluppo economico. Con la legge Delrio del 2014 (ostinatamente voluta dal governo di centrosinistra Renzi), partiti ed organi di informazione filogovernativi, di fronte alla opinione pubblica stremata da sprechi, privilegi e corruzione, ridotta a pensare che qualsiasi eliminazione delle strutture dello Stato ormai fosse auspicabile, hanno trovato conveniente l’alibi della eliminazione delle Province, anziché accorparle e renderle più funzionali. Ma di fatto in mancanza di progettualità per la riforma degli Enti locali e anche per ragioni di predominio politico, le Province sono rimaste in piedi, ma le si sono ridotte in coma. Sono state tolte risorse e allontanati dipendenti di esperienza e competenza. I risparmi sulla spesa globale sono stati modesti, tali da non valere lo scopo propagandato, come ha sostenuto l’ex ministro dell’Economia Tremonti. Oggi la stessa Corte dei Conti riscontra che dal 2012 al 2018 i tagli delle manovre economiche sulle entrate proprio delle Province sono stati del 60%, “manifestamente ingiustificati”. Si è persino privato i cittadini del diritto di andare a votare i propri consiglieri provinciali. Con questa nuova espropriazione della democrazia partecipativa (come si voleva fare anche per l’elezione del Senato) si è, tra l’altro, impedito che qualificati esponenti della politica e della società civile potessero essere eletti in Consiglio provinciale, per affidare questa possibilità solo ai consiglieri comunali già eletti, di cui molto spesso non si conosce né capacità né identità. Mentre di fronte all’esperienza preoccupante di questi ultimi anni stanno reagendo Associazioni produttive, esponenti politici ed amministratori che si sono resi conto della necessità di adeguati servizi, studi e progetti che solo la Provincia può fornire, adesso si erge perentorio il Movimento 5 Stelle, la cui affinità di fondo con il Pd è sempre più evidente, per dichiarare guerra alle Province, “un poltronificio da tagliare”, e affidare ogni funzione e servizio a Regioni (quasi tutte inefficienti) e Comuni (in gran parte in difficoltà finanziarie). È, invece, con determinazione che noi rilanciamo l’impegno di quelle forze politiche ha fatto della difesa della Provincia una bandiera istituzionale e politica, a cominciare negli anni dall’M.S.I.- Alleanza Nazionale, alla Lega e a Fratelli d’Italia. Ci sarà pure un motivo di efficienza amministrativa e di funzionalità di programmazione se in Europa la grande maggioranza degli Stati si basa anche sulle Province.

Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale

«Condividere è l’arma più potente contro l’odio»

Riceviamo e pubblichiamo:

La Biblioteca di Marene, nella mia persona, vuole ringraziare tutte le persone che lo scorso giovedì 2 maggio hanno collaborato nella buona riuscita della gita degli studenti delle terze elementari delle scuole marenesi alla scoperta delle nostre campagne. Sicuramente bisogna ringraziare il Comune di Marene, in particolar modo Adriano Crosetti che si è reso disponibile nell’accompagnarci in ogni luogo richiesto. Un grazie va anche al gruppo ANA marenese, soprattutto gli alpini Beppe Zorniotti, Cesco Allocco, Cesco Panero, Giovanni Testa, Guido Cedrani e Tonio Bressi capitanati dal nuovo presidente Michele Favole, che con grande disponibilità hanno preparato pranzo alla Valle, portando dalla loro sede i tavoli, le panche e tutto il necessario per rendere felici i bambini. Grazie anche ai frazionisti della Valle, ed in particolar modo al massaro Roberto Querio, che hanno deciso di ospitarci. Grazie a Ciano Mondino che ci ha aperto la Chiesa dei Battuti Bianchi, alla famiglia Toscano che ci ha dato il permesso di visitare la torretta di Montemaggiore, alla famiglia Guidobono Cavalchini Garofoli per averci ospitato al borgo della Salza e offerto merenda e a Giulia Barberis per averci fatto compagnia al pomeriggio. Infine, i miei più sentiti ringraziamenti vanno alle maestre Grazia, Laura e Sonia e in più in generale all’Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII per averci coinvolto in quest’iniziativa, dando valore al nostro operato e alla nostra idea di Comunità attiva ed inclusiva attraverso la valorizzazione della Cultura. Condividere e conoscere sono le armi più potenti contro l’isolamento, l’odio e la gelosia che imperversano nel nostro tempo. Giovedì è stato tutto ciò e non c’è nulla di più bello che vedere adulti e giovani felici perché si sentono parte di una Comunità.

Marco Biolatti - Marene