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Al direttore

«I piccoli paesi uniscano le bellezze culturali»

Riceviamo questa lettera indirizzata al responsabile comunale dei Servizi Culturali saviglianesi:

Sono Renzo Giardino, che domenica scorsa (13 gennaio) ha avuto il piacere con altri 11 amici (in realtà amiche, erano tutte signore) di scoprire il Museo Civico e la Gipsoteca. Mi preme rimarcare sia la cortesia della Vostra accoglienza, sia la Sua preziosa presenza quale "padrone di casa" e guida durante la visita. Raramente una visita ad una esposizione di opere d'arte o reperti riesce a destare emozione intensa come è avvenuto durante la visita al "suo" museo. Un grande ringraziamento da parte di tutto il gruppo, ed una esortazione (che vuol essere una speranza): continuate ad esistere, i gestori delle opere d'arte sono i custodi del passato, gestori del presente ed insegnanti per il futuro. Una ultima cosa: parlando con Lei dissi che bisogna conoscere meglio le nostre tante città "piccole". Non sarebbe auspicabile che i cosiddetti centri minori si unissero per avere la forza di essere conosciuti di più e meglio. È un augurio che faccio a Lei ed a tutti coloro che preferiscono trascorrere una domenica fuori casa, piuttosto che al chiuso o, peggio ancora, in un centro commerciale. Spero Lei voglia perdonare il mio sfogo, ma mi spiace vedere tante risorse disperse in futilità, e non meglio utilizzate nella valorizzazione di un vero tesoro che i nostri predecessori ci hanno lasciato. Chiudo confidando che Lei possa gradire un mio "amichevole" saluto.

Renzo Giardino – Torino

«Il nuovo ospedale di Cuneo accessibile anche per noi»

Gentilissimo Sig. Direttore,

la ringrazio innanzi tutto per lo spazio che mi concede, successivamente vorrei sottoporre a Lei, ai politici locali ed a chi ha la pazienza di leggermi una mia personale riflessione. Ho letto in questi ultimi tempi che il Consiglio Comunale di Cuneo ha costituito una “nuova commissione consiliare temporanea del comune di Cuneo legata all'iter di costituzione del nuovo ospedale unico”; recentemente che tale commissione si riunirà per la prima volta il 22 gennaio, con tra i punti all'ordine del giorno l'individuazione del sito ove la nuova opera dovrà sorgere. È ormai notorio come gli ospedali “periferici” siano stati significativamente “depotenziati” (vedasi Saluzzo, Fossano e Ceva) così come non si può nascondere il pensiero di alcuni “malpensanti” secondo i quali in provincia di Cuneo “sopravvivranno” solamente gli ospedali di Cuneo, Mondovì e Verduno. Qualora quella appena indicata fosse la linea tracciata, non poca rilevanza assumerebbe la collocazione della nuova sede ospedaliera cuneese, soprattutto per il territorio saluzzese e saviglianese. Infatti la “Provincia Granda” vedrebbe il sud – ovest servito dall'Ospedale di Cuneo, il sud – est dall'ospedale di Mondovì ed il nord- est da quello di Verduno, mentre il nord – ovest risulterebbe sostanzialmente scoperto e dovrebbe far di necessità virtù e raggiungere una delle sedi appena richiamate il che, tenuto conto anche della attuale rete stradale, potrebbe risultare cosa non proprio agevole. La domanda, alla base della mia riflessione, è pertanto questa “qualcuno proverà a interessarsi affinché l'ospedale del capoluogo possa esser collocato in sito facilmente raggiungibile anche dal Saluzzese e dal Saviglianese?”. Ogni risposta è gradita, confidando di non dover rilevare tra qualche anno che nella “Provincia Granda” esistono “provinciali e provincialastri”. Cordialmente,

Enrico Gaveglio – Scarnafigi

«Sulla convenzione Fergusio ci sarà ancora da discutere»

Gentile Direttore, Apprendo dall'articolo uscito sul vostro giornale del 9 gennaio di alcune condizioni contenute nella bozza di convenzione a noi mai precedentemente comunicate: evidentemente ci sarà ancora da discutere. Tra l'altro diffondere certe clausole prima di averle concordate (inserimento di altre associazioni nella scuola e Tari) è un modo insolito, magari involontario, per creare contrasti tra le associazioni. Se pubblicamente si alimentano aspettative per le altre associazioni prima di aver ottenuto la firma dell'interlocutore probabilmente si sta preventivamente cercando di scaricare su di esso la responsabilità dell’eventuale fallimento delle promesse fatte.

Michelangelo Alocco – Direttore del Fergusio

 

Gentile Alocco, la bozza di convenzione da cui abbiamo recuperato le informazioni a cui fa riferimento è pubblicata sul sito del Comune da qualche settimana. Stupisce anche me il fatto che nessuno gliel’abbia sottoposta in questo tempo. Cordialità,

Il direttore

«Ridurre le liste d’attesa rimane una priorità»

Riceviamo e pubblichiamo:

Che i pagamenti dei fornitori della sanità siano scesi a 60 giorni è una buona notizia. Per le imprese, creditrici nei confronti delle Asl, soprattutto quelle piccole e medie, rappresenta una vera boccata di ossigeno. Ma non basta. In campo sanitario c’è ancora tanto lavoro da fare. Ora però dobbiamo impegnarci a beneficio dei cittadini, per migliorare e incrementare i servizi. Bisogna assolutamente rendere la sanità più facilmente accessibile perché non tutti hanno la possibilità economica di rivolgersi al privato. Sei mesi per fare una colonscopia, sette per una scintigrafia ossea, talora dodici per alcuni tipi di risonanza sono eccessivi. Non c’è quindi da stupirsi se l’esodo di pazienti piemontesi verso altre regioni, con i costi che ha per le nostre casse, continua ad essere molto elevato. L’abbattimento delle liste di attesa per esami e visite deve essere una priorità assoluta.

Maria Carla Chiapello – consigliere regionale Moderati

«Consiglio comunale unito contro il decreto Pillon»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale, tenutosi il 20 dicembre, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ha presentato un Ordine del Giorno, approvato all’unanimità da tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza, che impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Parlamento affinché il Disegno di Legge n. 735/2018 (c.d. Decreto Pillon) in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità, venga prontamente ritirato. Il Disegno di legge è da qualche tempo all'esame della Commissione Giustizia del Senato a prima firma del Senatore S. Pillon, e vorrebbe introdurre una serie di modifiche al Codice Civile e al Codice di Procedura Civile in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei e delle minori e relativi procedimenti. L'impianto del Disegno di Legge, seppur asseritamente mosso, nelle parole del proprio primo firmatario, Senatore Pillon, dall'intento di promozione della bigenitorialità nell’ambito della separazione dei coniugi, spesso connotato da forti conflittualità, in realtà, declina una serie di aspetti che sembrano porlo in contraddizione con le stesse premesse da cui muove, avallando di fatto una iniqua logica di "spartizione" genitoriale del bene "figlio", facendo prevalere non più l’interesse primario dei figli e delle figlie minori, ma il punto di vista patrimoniale ed economico degli adulti, con conseguente adeguamento dei minori incolpevoli alle esigenze degli adulti e non viceversa (come prevede invece la normativa vigente). Valutato che gli effetti che potrebbero essere prodotti da una introduzione nell'ordinamento del detto Disegno di Legge andrebbero in una direzione opposta a quella auspicata nel superiore interesse dei minori in relazione ai suoi rapporti affettivi, familiari, sociali e materiali, abbiamo ritenuto e riteniamo imprescindibile che il suo iter legislativo vada al più presto bloccato e le proposte nel medesimo contenute sottoposte a una riflessione ben più ampia e approfondita, poiché rischiano di minare lo sviluppo armonico di bambine e bambini figli di coppie separate, di aggravare i costi della separazione compresi quelli immateriali per il coniuge più debole e di ignorare una realtà discriminatoria per le donne.

Gruppo consiliare Partito Democratico – Savigliano