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Al direttore

«Professionalità e umanità all’ambulatorio di Urologia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Come paziente desidero rivolgere un grande ringraziamento all’ambulatorio e alla sala endoscopica di urologia per l’attenzione, la cura, la professionalità e l’umanità. Un grazie di cuore al dottor Diego Rosso, alla dottoressa Teresa Filocamo, a Chiara, Enza, Paola, Grazia, Cristina e Patrizia e alla preziosa presenza del cardiologo dottor Michele De Benedictis. Eccellente equipe che svolge il proprio lavoro con tanto impegno e passione.

F.F. – Savigliano

«Poche informazioni sulla nuova gestione dell’acqua»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sembra una corsa ad ostacoli, superato uno... se ne para davanti subito un altro! Abbiamo provato anche noi cittadini “acquaioli” a capire quale poteva essere il metodo più giusto e consono, per una provincia così grande e variegata come quella cuneese, per gestire l'Acqua che i cittadini sette anni fa hanno detto di volere pubblica e partecipata. Per questo ci siamo confrontati con chi è più esperto ed addentro di noi su leggi e regole. Di conseguenza abbiamo seguito con favore le decisioni che i Sindaci della Provincia ed i Conferenzieri dell'Ente di Governo, guidati dalla presidente Bruna Sibille, hanno preso nei mesi scorsi, insieme al lavoro che la struttura di Egato4 ed i gestori già totalmente pubblici stanno portando avanti per la costituzione del soggetto pubblico che avrà la gestione unica. Sempre nell'ottica che si possa realizzare l'Azienda Speciale che è il nostro obiettivo da sempre. Ora la calendarizzazione d'urgenza in Parlamento della legge che recepisce finalmente gli esiti referendari del 2011, sembra rendere possibile tale obiettivo, ma molte sono le norme da adeguare per renderlo tecnicamente attuabile. La gestione tramite Azienda Consortile pubblica che hanno scelto a stragrande maggioranza i primi cittadini del cuneese, poi confermata dal voto dei conferenzieri dell'Ente di Governo (Egato4) è sicuramente un indispensabile passo avanti per la nostra provincia. A monte di queste scelte un lunghissimo lavoro che ha permesso di approvare un valido Piano d'Ambito che avrà una valenza trentennale. In questi mesi è in atto un altro intenso lavoro di politici e tecnici per stabilire i criteri che porteranno ad una giusta e funzionale rappresentanza territoriale ed alla scrittura dello statuto del nuovo gestore. Di tutto questo però i cittadini e i consiglieri comunali non hanno informazione adeguata e di conseguenza non possono praticare una corretta partecipazione. Se continuasse a essere di questo il livello la volontà di rendere democratica, trasparente e partecipata la nuova gestione unica totalmente pubblica, temiamo che ancora una volta la volontà che i cuneesi espressero nei referendum del 2011 sarebbe disattesa. Continueremo la nostra azione di confronto con la presidenza e la direzione di Egato4 perché questi temi trovino una giusta accoglienza, evitando che possano diventare esclusivamente fonte di misurazione della pur legittima aspirazione di rappresentanza territoriale o peggio di equilibri di potere tra parti politiche.

Comitato Cuneese Acqua bene Comune – Cuneo

«Alla Fondazione Crc una gestione personalistica»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata ai membri della Fondazione Cr Cuneo, che sostiene numerosi progetti anche nella nostra città:

Con sollievo e rammarico rassegno le mie dimissioni da consigliere del Consiglio Generale. La decisione non è dovuta a ragioni familiari, perché l’incarico non è così gravoso, anche se qualche problema familiare in questi due anni ho dovuto affrontare. Non è dovuta alla somma di impegni, perché rivesto una sola altra carica, non retribuita, non incompatibile, non in conflitto di interessi. Non è dovuta alla ripulsa nei confronti del compenso, che peraltro ho già autoridotto del 30%. Non è dovuta al fatto di essere diventato indifferente nei confronti di questa istituzione così preziosa per la comunità provinciale che grazie ai nostri predecessori, e in particolare alla Presidenza Oddero, può contare su un grande patrimonio e che grazie alla Presidenza Falco, con la quale ho potuto collaborare per cinque anni, si è data una solida struttura, un centro studi, una metodologia di programmazione e di erogazione attraverso bandi e progetti. Dopo la sconfitta della mia candidatura alla Presidenza non ho fatto mancare il mio contributo ai lavori della Commissione Arte, Istruzione e Sport che ho coordinato e ai lavori della Commissione Statuto nella quale ho cercato di raggiungere le mediazioni possibili tra posizioni a volte molto divergenti. In Consiglio Generale ho espresso con lealtà e franchezza il mio apporto, critico a volte sulle politiche di bilancio, sui rapporti con la banca conferitaria, sulle modalità dei processi di fusione con altre Fondazioni, sulla remunerazione degli organi, su qualche aspetto della programmazione, limitando a poche significative occasioni il mio voto contrario o la mia astensione. Ho inoltre richiesto, senza esito, di costituire la Commissione consultiva sulla gestione del patrimonio e di fornire ulteriori occasioni di approfondimento al Consiglio generale su tale fondamentale materia. Non ho potuto che prendere atto delle decisioni che competono per Statuto al Consiglio di Amministrazione e che non mi hanno convinto, ad esempio la riduzione dell’impegno nel settore Istruzione e l’enfasi sullo Sviluppo locale – come se non vi concorressero tutti gli altri settori; alcune modifiche poco comprensibili nell’organizzazione del personale; la polarizzazione tra pochi pretesi “interventi faro” e la dispersione in tante piccole erogazioni e in tante iniziative buone più per un titolo di giornale che per la capacità di incidere; alcune scelte di investimento (tra le quali Atlantia - 52 dei 120 milioni di liquidità ricavati dalla vendita di BRE - e gli impegni nel settore bancario) che in tempi non facili avrebbero a mio avviso dovuto maggiormente accentuare la diversificazione. Perché dunque mi dimetto? Perché dopo due anni di esperienza della presidenza Genta sento sempre meno efficace il ruolo e l’effettivo coinvolgimento del Consiglio Generale e intendo tenermi lontano da uno stile di conduzione della Fondazione personalistico, poco attento alle proposte, insofferente alle critiche, poco sensibile a possibili conflitti di interesse o comunque a inopportuni cumuli e intrecci di cariche. Non mi illudo che la mia decisione contribuisca a stimolare un dibattito nella comunità provinciale sul ruolo della Fondazione, sui profili richiesti ai designati e più in generale sulla anomalia in provincia di Cuneo e in Piemonte costituita dalla occupazione di cariche da parte di un ristretto e ben identificato gruppo di personaggi che rafforzano il potere personale dando e ricevendo appoggi in modo trasversale. Diciamo allora che mi dimetto per ragioni di salute, nel senso che l’essere coerenti e liberi e lontani da certi meccanismi di potere consente di vivere più felici o almeno più sereni i giorni che ci sono assegnati.

Antonio Degiacomi – Alba

«Troppe morti sul lavoro nella nostra provincia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Anche nel 2017 si continua a morire di lavoro nella nostra Regione. Sono stati ben cinquantuno le persone residenti in Piemonte che hanno perso la vita sul luogo di lavoro. Dodici sono morti nel Cuneese. Un’enormità che ci ricorda quanto si debba ancora fare per incentivare, adeguatamente, gli investimenti verso le imprese che implementano la messa in sicurezza delle proprie aziende.

Franco Graglia – vicepresidente Consiglio Regionale

«Urgente intervenire sull’incrocio della piscina»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al presidente della Provincia Federico Borgna:

Egregio Presidente,

segnalo la necessità di intervenire con urgenza sulla SP 156 (Via Ing. Marino), in particolare nel tratto compreso tra l'incrocio con Via della Morina e Via delle Valli, in quanto i numerosi incidenti evidenziano l'urgenza di provvedimenti atti a rendere più sicura la circolazione. Inoltre eventi metereologici, anche di piccola intensità, rendono il manto stradale particolarmente viscido e pericoloso aumentano non solo il rischio di incidenti, ma il numero degli stessi. Solo negli ultimi diciotto mesi sono avvenuti oltre venti incidenti di cui uno, purtroppo, con esito mortale. Anche mercoledì scorso, 10 ottobre, abbiamo dovuto registrare l'ennesimo scontro tra due auto. Oramai gli organi di stampa si limitano a titolare “Altro incidente sulla solita strada”, evidenziando, se mai ce ne fosse bisogno, la necessità e l'urgenza di interventi risolutivi a salvaguardia della pubblica incolumità. Segnalo inoltre che il guard rail del ponte sul fiume Maira (zona Piscina Comunale) è seriamente danneggiato e che l'intervento provvisorio a suo tempo effettuato (staccionata in legno) non garantisce la sicurezza; il parapetto del cavalcavia ferroviario (sulla linea Savigliano-Saluzzo), necessita di urgenti interventi di manutenzione e ripristino, al fine di garantire il transito in sicurezza per persone e veicoli. Disponibili a partecipare a un incontro, resto in attesa di un cortese sollecito riscontro. Cordialmente.

Giulio Ambroggio – sindaco di Savigliano