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Al direttore

«Chiusura parco del Castello: colpa delle riforme Pd»

Egregio direttore,

in seguito all'incontro con il direttore del Castello abbiamo inviato al Ministro dei Beni Culturali Bonisoli una dettagliata relazione. L'attuale chiusura di questo vero e proprio tesoro del Piemonte è avvenuta in seguito alla caduta di un albero di frassino ad agosto 2018. L'intervento di un agronomo ha messo in luce la necessità di interventi su altri alberi di alto fusto. Così per precauzione e sicurezza il parco è stato chiuso. Sebbene la spesa per l’abbattimento degli alberi, le potature e la messa in sicurezza sia inferiore a 40 mila euro, il Polo Museale ha scelto di fare riferimento alla figura del Manutentore Unico, attraverso la procedura informatizzata nazionale. A questo punto l'intera vicenda ricade nelle maglie del “Decreto Musei”, la cosiddetta “Rivoluzione Franceschini” che ha condotto alla nascita di un sistema museale nazionale. Nella riforma citata i musei vengono separati dai territori scindendo uffici, biblioteche, archivi ed insomma generando un caos totale. La riforma targata PD ha prodotto la netta separazione tra tutela e valorizzazione, generando un’iper-burocratizzazione che rende inefficace l’azione di tutela del Ministero. Ed è proprio questa burocrazia che stritola il Parco del Castello in un incastro tra Polo Museale e struttura territoriale. Dopo la nostra dettagliata relazione auspichiamo in un intervento risolutore del Ministero per restituire ai cittadini cuneesi ed all'intero Piemonte il Parco del Castello di Racconigi.

Mauro Campo, consigliere regionale M5S Gruppo M5S Racconigi

«Perchè strumentalizzare le associazioni a fini politici?»

Egregio direttore,

il Partito Democratico racconigese esprime amarezza per la decisone della sezione locale di Fratelli d'Italia, di cui è esponente il sindaco Valerio Oderda, di presentare i propri candidati alle Elezioni Regionali ed Europee, durante l'evento di promozione sociale dell'A.R.S.H.A Onlus, tenutosi a Racconigi in data 5 aprile. Crediamo che le associazioni territoriali, a maggior ragione quelle con fini nobili e importanti come la suddetta Onlus, non debbano essere sfruttate per fini elettorali.

Federico Soldati - Segretario PD, sezione di Racconigi

«Da semplice insegnante ora sono diventata consigliera»

Riceviamo e pubblichiamo:

Approfitto della disponibilità del giornale per raccontare un ventennio circa di docenza presso l’Unitré di Savigliano. Il corso “Riabilitazione motoria”, di cui sono una dei docenti, è sempre molto seguito, anche per i suggerimenti che i medici di base ed i vari specialisti forniscono ai propri mutuati, oltre che per la maggior attenzione personale alla propria salute e forma fisica. Negli anni, vista la richiesta degli utenti, il corso ha incrementato la sua durata, e da tempo si struttura in 30 sedute, da ottobre a maggio, in parallelo ai corsi dell’Università. Il mio scritto è rivolto ad un altro aspetto, quello relazionale, che è l’essenza del corso. Molti dei miei “studenti” sono storici, addirittura dal primo corso (raccontano aneddoti di quando, per iscriversi, facevano la coda dalle 5.30 il giorno di apertura della segreteria!), e molti si sono avvicendati negli anni, transitando ai colleghi ma sempre mantenendo l’ottica della Riabilitazione motoria. Qualcuno ha abbandonato per motivi personali o di salute, altri purtroppo nel corso degli anni ci hanno lasciato per sempre, e con tristezza e affetto li ricordiamo a inizio corso e durante le lezioni. La potenza di questi corsi è data da impegno, compartecipazione, sostegno e amicizia che durante il lavoro svolto insieme crescono e motivano anche chi è più fragile. Io non so se è più quello che insegniamo ai nostri allievi, o quanto il lavorare in gruppo trasmette a noi docenti. Vi scrivo non per un addio (continuerò il corso finché potrò, se lo vorrete), ma soprattutto per un Grazie. Grazie perché da maestra-figlia nel tempo sono diventata consigliera-sorella: ci siamo scambiati nozioni, suggerimenti, ricette, racconti di viaggi e libri, mangiato pizze e insieme riso molto, senza perdere mai tempo. Abbiamo cercato di essere allegri, e nell’ora di lezione problemi e preoccupazioni li abbiamo sempre lasciati nello spogliatoio. Ho finito: era indispensabile che vi comunicassi che siete persone belle, forti, costanti, e che l’Unitre è veramente una scelta importante e completa per arricchire la propria personalità, a qualsiasi età. Semper ad maiora.

Iose Mattarozzi – Savigliano

«Un grido di dolore per il nostro santuario»

Egregio Direttore,

Mi rivolgo a Lei per lanciare un “grido di dolore”. Da mesi anche sul suo giornale si parla sovente del Santuario della Madonna delle Grazie, senza arrivare a soluzioni nonostante l’impegno di tante persone. Forse chi non è nato in Cavallermaggiore non può capire fino in fondo cosa rappresenta per la nostra città. Mi sono decisa a prendere carta e penna quando ho saputo che nel mese di Maggio, mese mariano, al Santuario non verrà celebrata alcuna Messa. Capisco la mancanza di sacerdoti ma se passa così il mese di Maggio, il prossimo agosto c’è il rischio che vengano cancellati tutti i festeggiamenti, comprese la santa Messa del voto e la processione notturna. Scusate lo sfogo.

Lettera firmata – Cavallermaggiore

«Non è giusto, ma non posso far finta di nulla»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta da padre Franco Sordella, missionario alla Faraja House in Tanzania:

“Non è giusto” continua a ripetere Mudi sconsolato perché per la seconda volta gli hanno rubato una calza della divisa scolastica! Mi unisco alla sua litania...’Non è giusto’ per le tante ingiustizie di cui siamo stati vittime in questi ultimi anni: non è giusto! Poi lo sguardo mi cade sul moncherino del piede di Ivan e mi viene un ‘rigurgito’ di rabbia: quello ha perso una calza, ma Ivan ci ha rimesso un piede mentre lo trasportavano all’ospedale con una motocicletta e lui era svenuto per la febbre della malaria. Si accorsero solo all’arrivo, per l’odore di carne bruciata, e dovettero poi tagliargli quasi tutto il piede. Quante volte mi vien da dire come le tre scimmiette “Non parlo, non vedo, non sento”! Ma ora abbiamo aggiunto al nostro logo quella parolina ‘I care’ (mi interessa, il tuo problema è anche mio!). Non posso mai far finta di niente. Dall’ufficio assistenti sociali hanno portato da poco Hamisi: un bambino di 10/11 anni con un occhio gonfio e pesto e una ferita sul sopracciglio. Lo vedo quando torno a casa dopo qualche ora. Qui al Centro gli hanno dato da mangiare, ma non l’hanno ancora medicato. La matrigna l’ha battuto per bene, ma i vicini sono intervenuti e lo hanno portato alla polizia. Lo hanno interrogato a lungo per sapere la sua storia, poi hanno arrestato la matrigna che lo picchiava ‘regolarmente’. Lo hanno portato da noi sporco e affamato e neppure hanno pensato a medicarlo. Da qualche giorno va anche a scuola ed è molto intelligente. Per somma sfortuna però è anche malato di una malattia per ora ‘incurabile’. Pochi giorni prima avevano portato Ignas, 9 anni, mai andato a scuola, un linguaggio da ‘carrettiere’ e un caratterino da ‘strada’! Dopo la morte dei genitori è vissuto in casa di una vicina, ma anche lui sempre ‘in fuga’ dalle botte dell’uomo che sta con quella donna. ‘Non è giusto’ grida la mia anima. Ma poi devo ammettere che viviamo in un mondo pieno di ingiustizie ben più grandi e terribili: ma è possibile che tu mio Dio abbia creato uomini capaci di eccidi efferati, torture, ingiustizie e quant’altro? O siamo noi, la nostra società che crea questi mostri? Le nostre piccole ingiustizie fanno sorridere di fronte a mostruosità soprattutto sui bambini! E allora ‘avanti’! Nel tuo ‘piccolo mondo’ fai quello che puoi per alleviare qualche sofferenza soprattutto nella Quaresima e nel tempo di Pasqua. Grazie a Voi Amici riusciamo ad asciugare qualche lacrima. È lo scopo del nostro Centro: Faraja vuol dire Consolazione! Per due anni non abbiamo potuto accogliere tanti bambini, anziani, malati per il poco spazio e per il grande impegno della ‘ricostruzione’ del Nuovo Centro: ora la Nuova Faraja è una realtà e mancano pochi...’passi’ ma già stiamo programmando ‘l’esodo’. Siamo rimasti fermi per lunghi periodi per difficoltà varie e anche per mancanza di fondi. Ancora ci mancano un po’ di letti, materassi, coperte, mobilio, ma soprattutto la trivellazione di un pozzo per l’acqua potabile in programma da tempo ma sempre rimasto nel ‘cassetto della speranza’. Per un po’ ci arrangeremo! Grazie a voi Amici che avete contribuito generosamente e grazie anche ai tanti Benefattori locali che a tutt’oggi continuano a sostenerci con Amicizia e generosa Condivisione. I Bambini intanto sono cresciuti anche di numero, con cinque nuovi arrivi: 2 bambine e tre bambini. Ogni tanto ne abbiamo qualcuno portato dall’ufficio assistenti sociali o dalla Polizia, per un periodo più o meno lungo in attesa di essere riportati a casa da dove sono scappati o semplicemente in attesa di sapere da dove proviene. Bambini trovati al mercato o per strada e portati alla polizia da qualcuno che è stato derubato o perché il bambino è sporco, affamato e...abbandonato. Il prossimo 1° Maggio la Faraja compirà 22 anni e speriamo di far festa già nella Nuova Faraja pur continuando i lavori per finire l’ultima casa per i Bambini. Mancheranno altre costruzioni come il salone e la casa per ospiti, ma è meglio lasciare un po’ di lavoro a qualcun altro. Per ora siamo soddisfatti e col cuore pieno di gioia andiamo verso la Pasqua. È una grande opera creata con un progetto della CEI e la partecipazione di Tanti! A voi tutti Amici auguriamo gioia e serenità per le prossime festività pasquali! Continuiamo a ricordarvi e a pregare per Voi tutti Amici e Benefattori.

Padre Franco Sordella – Tanzania