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Al direttore

«Grazie a chi sostiene con piccoli gesti la Caritas»

Egregio direttore,

lo scorso 8 febbraio nel salone San Giovanni di Racconigi presso l’oratorio c’è stata la cena della Caritas. Tanti affezionati amici che ogni anno partecipano con grande entusiasmo a una cena preparata con il cuore. Vogliamo ringraziare tutti, in particolare don Maurilio, sempre attento e disponibile nei nostri confronti. Grazie “Amici del Martedì” di don Beppe. A tutte le “amiche volontarie” che a vario titolo ma ugualmente importante mi aiutano nelle varie iniziative. Vogliamo anche ringraziare tutte le persone di Racconigi e non che mettono a nostra disposizione vestiario, piccoli mobili e altro per chi è meno fortunato di noi, sostenendo così la cultura del riutilizzo. Grazie e arrivederci al prossimo anno.

Marianna Olivero - Racconigi

«Progetto pro cemento, contro la natura»

Riceviamo e pubblichiamo

Le associazioni Ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness in Coordinamento presso Italia Nostra Piemonte dissentono sia sulle modalità (consultazione online) e tempistica (scadenza 19 febbraio), sia sui contenuti delle proposte di legge regionale n. 37 e n.70. Queste vanno a modificare le leggi e i regolamenti vigenti per l’edilizia e la pianificazione territoriale, agiscono in una materia complessa sotto la riduttiva sigla della“ semplificazione legislativa”, in realtà operano una modifica ordinamentale che riduce pesantemente il ruolo del controllo pubblico sulle trasformazioni dell’edificato urbano e non solo. Con la volontà di favorire una liberalizzazione del sistema rischiano di aprire o meglio spalancare una finestra derogatoria, meglio ancora dire anarchica cioè di fatto sottratta alle regole scritte nei Piani Regolatori e nei Regolamenti, ma lasciando il sistema quasi esclusivamente nelle mani “regolatrici” del mercato con pochi vincoli, con poche limitazioni e anche pochi oneri. Ne va della qualità futura del costruito e in specie della parte pubblica della città, dei suoi spazi liberi, delle sue aree a verde. Si smonta, pezzo su pezzo, un modello di pianificazione e di regolazione che aveva i Comuni quali primi soggetti attori, ma si indeboliscono pure i vincoli che questi stessi Comuni hanno ancora rispetto alla pianificazione sovraordinata quale il Piano Paesaggistico Regionale. I contenuti di questi disegni legge investono oggi per l’avvenire la qualità della vita della città e non solo, la riduzione degli spazi pubblici, l’equità e la certezza dei rapporti tra proprietà, l’integrità dei parchi naturali (esemplare il caso del parco della Val Troncea e dei ruderi che potranno diventare villaggio vacanza). Vengono di fatto sanate difformità parziali pregresse e future in una sorta di condono mascherato permanente, introdotte deroghe alle distanze stabilite tra edifici, derubricate a tolleranze gli impoverimenti in difformità delle finizioni esterne e delle simmetrie, riducendo la qualità del costruito, vengono superati gli indici edificatori dettati dai piani regolatori, si indeboliscono le tutele a presidio dei centri storici, consentendo demolizioni e ricostruzioni e tutto sotto la veste della rigenerazione urbana o edilizia, cioè di quel nuovo mantra attraverso il quale si sacrifica la pianificazione della progettazione urbanistica, mentre il consumo del suolo lo si programma ancora sino ad almeno, per ora, il 2040.

Italia Nostra, Legambiente e Mountain Wilderness Piemonte

«Perchè tanta fretta di vendere in via Solferino?»

Egregio direttore,

si ripete da tempo la disputa sulla localizzazione della sede dell’associazione nazionale alpini; i nostri Amministratori sembrano una “fabbrica delle idee”, hanno già individuato più locazioni, e non ultima, quella dei locali della stazione ferroviaria (inadatti a tutti gli effetti per la loro composizione). La domanda più ricorrente è: perché c’è tanta necessità di vendere l’immobile di Via Solferino da parte del Comune? A seguire ci si chiede chi è tanto interessato a quell’immobile e perché? Le voci circolanti su queste domande lasciano pensieri poco seri e di dubbia onestà. Io mi chiedo: con tutte le case in vendita, o vuote, in Cavallermaggiore (vedi via Goito, via Roma, viale Vittorio Veneto) perché c'è tanto interesse sull’immobile di via Solferino? Lì ci sono le sedi di due associazioni di volontariato (associazioni Alpini e Centro Incontri) che fanno attività d’incontro tra persone in cerca di socializzazione e scambio di chiacchiere distensive e rilassanti. Il Comune in questi ultimi anni ha già alienato terreni agricoli di sua proprietà, oggi si parla di un edificio, disperdendo in questo modo il patrimonio comunale (e dei cittadini) necessario per ottenere, in caso di necessità, finanziamenti o mutui da parte delle istituzioni preposte.

Lino Capello - Cavallermaggiore

«Quanta ipocrisia sulla triste vicenda delle foibe»

Egregio direttore,

in questi giorni in numerosi Comuni del cuneese si è doverosamente commemorato i Martiri delle Foibe e l’esodo forzato degli Italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia: odio politico e di classe sociale e pulizia etnica da parte dei comunisti jugoslavi del maresciallo Tito. In questi stessi giorni, ad oltre 75 anni dalla fine del fascismo, ci sono Comuni in cui si chiede con patetica negazione della storia, di revocare la cittadinanza onoraria conferita a suo tempo a Benito Mussolini per i meriti acquisiti in favore dei loro territori. C’è oggi una grande ipocrisia in cattedra. Nessun antifascista reclama la revoca del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferito al maresciallo Tito, presidente della Repubblica Socialista di Jugoslavia, il 2 ottobre 1969 dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Quando ancora gli Italiani avevano una coscienza nazionale imputavano l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe come l’impiccatore dei nostri compatrioti, oggi manteniamo l’onorificenza a Tito “infoibatore” degli Italiani.

Paolo Chiarenza, Maurizio Occelli, e altre firme

«Coordinamento servizi sociali adeguamenti all’inflazione»

Riceviamo e pubblichiamo

Una gran parte dei servizi socio assistenziali resi dai Consorzi della provincia di Cuneo si svolgono in compartecipazione con l’AslCN1, in base a una convenzione il cui ultimo aggiornamento risale a fine 2017. In pratica si tratta di situazioni (fra gli altri, minori, disabili, anziani non autosufficienti) che richiedono prestazioni che hanno sia rilevanza sociale che sanitaria, nelle quali i due comparti collaborano al meglio nell’interesse del cittadino. In genere sono i Consorzi a farsi carico del pagamento, diretto o indiretto tramite appalto alle cooperative sociali, degli operatori, per poi ricevere i rimborsi dovuti da parte dell’Asl. Dal 1 gennaio dell’anno scorso questi rimborsi non tengono conto del tasso di inflazione programmato, che fra 2019 e 2020 arriverà a toccare quota 2%. Gli Enti gestori dei servizi sociali (i Consorzi appunto) si trovano a dover fronteggiare un importante aumento dei costi dei servizi, che deriva sia dall’approvazione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale degli operatori dipendenti dai Consorzi, sia dall’applicazione del tasso d’inflazione da parte delle Cooperative sociali affidatarie dei servizi. Va inoltre evidenziato come sia all’ordine del giorno la trattativa tra le Centrali Cooperative Piemontesi e la Regione Piemonte per l’adeguamento del CCNL delle Cooperative Sociali che a regime dovrà prevedere aumenti pari al 6%, aumenti che dovranno anch’essi essere compartecipati dall’ Asl. Per queste ragioni i Consorzi afferenti all’Asl CN1, e quindi Monviso Solidale, Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, Consorzio per i servizi socio assistenziali del Monregalese, Unione Montana Valli Mongia Cevetta, Langa Cebana Alta Valle Bormida, attraverso il loro organo di coordinamento a fine dicembre scorso hanno inviato una lettera al Direttore Generale dell’AslCN1 nella quale veniva richiesto l’adeguamento al tasso di inflazione programmato con la specifica che ciò non comportasse un impatto in termini negativi sull’utenza attraverso la diminuzione delle prestazioni, impegnandosi a dare comunicazioni ai propri organi collegiali (Assemblea e Conferenza dei Sindaci) circa il riscontro da parte dell’AslCN1 a questa comunicazione.

Il Coordinamento Provinciale Enti Gestori Cuneo