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«Caro sindaco, racconti solo la verità che vuoi raccontare»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il nostro sindaco Giulio Ambroggio, professore di filosofia, avrà letto sicuramente il libro di Gustave Le Bon Psicologia delle folle, pubblicato nel 1895. Tale testo, dovrebbe saperlo il nostro sindaco ed esimio storico, era molto caro a Lenin, Stalin, Hitler, Mussolini e Goebbels. Non a caso il sindaco sta adottando la “strategia della distrazione”, ora formalizzata ufficialmente (rispetto a quando, prima, lo faceva nei locali pubblici) contro un consigliere comunale che denuncia, senza se e senza ma, inefficienze, inadempienze, irregolarità e molto altro, utilizzando questo indispensabile atteggiamento per impedire ai saviglianesi d’interessarsi alle conoscenze essenziali di quanto accade nel Palazzo, cioè la verità. Ecco un elenco delle verità del palazzo: negare in Consiglio Comunale riguardo le riunioni per decidere se nominare dei dirigenti (quanto costerà ai cittadini?), gli “eterni” problemi di via Sant’Andrea, le strutture abusive su suolo pubblico insanabili, le gare per l'assegnazione di servizi che saltano, gli atti amministrativi viziati o emessi in ritardo, le delibere annullate, gli assessori che escono dalla porta e entrano dalla finestra, gli assessori che per onestà intellettuale rinunciano all’incarico, la questione Terre dei Savoia (mai chiarita formalmente), l'analisi dell’acqua nelle scuole prima promessa e poi soddisfatta solo parzialmente, le barriere architettoniche per disabili, la mancanza di una vision sul commercio e sul rilancio della città (come detto anche dai commercianti), le richieste illegittime ai proprietari di immobili regolarmente affittati (con un regolamento cambiato grazie al nostro intervento), le cave da cui “non estraiamo un euro” e i cui promessi controlli non sono ancora stati avviati, i tributi evasi per anni (mai richiesti se non grazie alle nostre interrogazioni), una maggioranza che si compatta in Consiglio Comunale ma fuori dal Palazzo si mostra disperata, gli assessori (non eletti) che non rispondono alle interrogazioni facendo sarcasmo su questioni importantissime, offendendo in tal modo non tanto la minoranza quanto la comunità. Vogliamo continuare? Chi legge si chiederà come mai un sindaco, a seguito di una semplice richiesta di accesso agli atti di un Consigliere Comunale (legittima), invia la risposta ai giornalisti? Excusatio non petita accusatio manifesta. La polemica (tutta sua, cioè quella di un sindaco in grave difficoltà che se la suona e se la canta) nasce perché lui, il sindaco, si deve vantare pubblicamente di non aver speso i cinquecento euro previsti in bilancio per rimborso spese di viaggio (in spregio alla riservatezza di cui vi lamentate in Consiglio Comunale). Peccato che non racconta del suo stipendio, portato al massimo edittale (per raccontare poi di darlo in beneficenza senza mai aver pubblicamente esibito le ricevute che attestano entità e destinazione degli oboli sempre fatti, però, con denaro dei cittadini). E ancor più assurdo che questo atteggiamento sia giustificato al solo fine di anticipare una possibile richiesta (mai presentata) di approfondimento da parte del consigliere Gioffreda. E qui casca l’asino... Per quale motivo, sindaco, ti vanti (giustamente) di non aver utilizzato quel denaro girandolo sul capitolo delle spese per le feste nazionali e solennità? Se sei così tanto in vena di trasparenza, racconta anche come negli ultimi 18 mesi hai utilizzato il denaro del predetto capitolo, girato nelle spese di rappresentanza: stiamo parlando di circa quattromila euro per acquistare libri, orologi, targhe e regali da destinare (anche giustamente) a terzi. Ancor più interessante è quando la spesa raggiunge i trecento euro per acquistare libri di poesie e per omaggiare con un libro, dei dolci e dei prodotti locali un oratore (quando ho fatto io l’oratore per la città l’ho sempre fatto gratuitamente e non mi aspettavo regali, come sicuramente non se li aspettava l’oratore in questione). Ora, sindaco, non ti nascondere dietro un filo d’erba, e rispondi pubblicamente al mio accesso agli atti (quello ancora senza risposta) di come hai speso i diciottomila euro per il Natale, oppure, fai una bella scheda di tutti i patrocini/contributi erogati in circa due anni di mandato specificando il nome delle associazioni e le somme girate (parliamo di decine di migliaia di euro). Successivamente mi auguro che qualche giornalista o qualche cittadino attento faccia gli opportuni collegamenti tra erogazioni/patrocini e associazioni, e magari si ponga delle domande! Ti ricordo infine, sindaco, che se mi vuoi demonizzare in pubblico, sperando di mettermi a tacere, stai sbagliando persona: ti ho già detto che io sono un uomo libero e non ho cambiali elettorali da onorare e gruppi di potere o partiti da compiacere. Io rappresento chi in me ha cercato anche trasparenza, equità, legalità e sicurezza. Il tempo mi darà ragione!

Tommaso Gioffreda – consigliere comunale Savigliano

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