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Umanità e giustizia, valori in disarmo

Tutto il mondo ha seguito con apprensione la vicenda dei ragazzi thailandesi imprigionati in una grotta; migliaia di persone mobilitate e milioni di euro spesi per la loro salvezza. Giustissimo. Poche righe di giornale e nessuna mobilitazione per le decine di bambini che quasi ogni giorno muoiono sui barconi o nei camion mentre cercano la salvezza dalla guerra e dalla fame.

Situazioni diverse in ambienti diversi, ma i bambini sono bambini in ogni parte del mondo e rappresentano la continuazione dell’umanità che in questi tempi è più impegnata a mostrare i pugni e a minacciare, piuttosto che cercare di vivere senza violenza. Si è visto che nonostante le rivalità, i contrasti sui dazi e sulle armi, gli appoggi alle fazioni che in Medio Oriente si combattono, Trump e Putin, Stati Uniti e Russia, vanno d’accordo e si sostengono a vicenda perché sono personalità simili: arroganti, prepotenti, egoisticamente arroccati nel desiderio di potenza e supremazia, personale e del loro Paese. Anche da noi, stando ai sondaggi, prevalgono quelli che vogliono mostrare i pugni. Così le stragi dei ragazzi nelle scuole americane non muovono di un millimetro il mercato della vendita e dei permessi di acquistare armi. Così i dissidenti in Russia vengono incarcerati o messi a tacere. Ecco, sta rinascendo, nel mondo già più ricco e sviluppato, un desiderio di potenza e di ricchezza sempre maggiore. A rimetterci, come sempre, sono gli svantaggiati di tutte le nazioni e di tutta la terra. Da noi gli abitanti delle grandi periferie urbane che subiscono più di tutti l’invadenza e la violenza dell’immigrazione clandestina, gli anziani e i disoccupati. In tutto il mondo gli sfruttati sul lavoro, le vittime della violenza tribale e quelli che subiscono i soprusi dei governanti corrotti. Alla fine la voglia di mostrare i pugni produce gli effetti che la storia ci ha sempre raccontato: rimangono a terra quelli che i pugni non possono esibirli, quelli che non hanno una sicurezza economica, quelli che sono nella necessità di chiedere aiuto, i piccoli che sono in balia della violenza degli adulti. Il mondo continua a progredire economicamente, ma in questi momenti non riesce e non vuole trovare soluzioni di umanità e di giustizia.

 

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