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Politica, i nostri piccoli problemi

Di Maio: “Vogliamo parlare con tutti, ma Berlusconi non vogliamo nemmeno vederlo”. Salvini: “Non accettiamo veti da nessuno, ma con il Pd nessun incontro”. Così i due vincitori delle elezioni, Salvini e Di Maio, che pure avrebbero programmi simili e che potrebbero trovare un accordo sulle cose e sulle riforme da fare, si stanno affrontando con il solito e triste linguaggio da campagna elettorale.

Non vogliono veti da nessuno, ma ne mettono in continuazione; vogliono discutere con tutti, ma non con quelli che gli sono antipatici. La sensazione è che sia solo una lotta e una strategia per l’affermazione personale, che può essere legittima, ma che può anche paralizzare il Paese. Comunque, se alziamo gli occhi dai nostri piccoli problemi e proviamo a guardare le immagini dei bambini siriani devastati e uccisi dai gas, ci prende una sensazione di impotenza e di disperazione per la cattiveria degli uomini che produce questi disastri. Davvero il mondo non sta migliorando e progredendo se la voglia di dominio e di potenza continuano a martoriare gli innocenti; in Siria come in tutto il Medio Oriente, in Sudan come in quasi tutta l’Africa. La voglia di comandare e prevalere sta investendo i governanti di mezzo mondo: da Trump a Putin, dalla Cina alla piccola Ungheria. Forse le genti del mondo si sono mescolate troppo velocemente in questi ultimi anni e allora si vogliono rialzare i muri e battere i pugni sui tavoli. Le conseguenze possono essere ancora più disastrose. Altro che i nostri piccoli problemi sul Governo che non riescono e non vogliono fare.

 

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