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Albania: attimi e pensieri di un’esperienza

Riceviamo e pubblichiamo:

Le parole delle suore della Sacra Famiglia in missione a Barbullojie ci invitano a qualche riflessione. Non sono solo il ringraziamento per le ore di “sorellanza” trascorse con suor Clemens e suor Santina, che ci hanno riempito di attenzioni e di coccole, ma anche il desiderio di condividere attimi e pensieri di questa esperienza. La nostra attività (pediatra, internista, osteopata e ginecologa) si è svolta negli ambulatori organizzati dalle suore nella struttura a lato della chiesa del villaggio, dove abbiamo visitato e trattato un buon numero di persone. L’accoglienza che ci hanno riservato, la fiducia e la gratitudine sono stati molto importanti per noi. Quelle persone non avrebbero potuto accedere ad una consulenza che invece noi portavamo là senza alcuna fatica e con reale soddisfazione. La collaborazione tra noi operatori è stata fondamentale anche per supplire alla scarsità di strumenti a disposizione: l’essenzialità ci ha ricordato quanto è possibile ottenere il meglio con il lavoro di un’équipe collaborante e motivata. La realtà albanese sanitaria si è presentata inaspettatamente molto complessa: curarsi è davvero un privilegio per pochi o per situazioni di estrema gravità. Nella maggior parte dei casi ci si affida alla buona volontà di persone e medici che prestano il loro servizio gratuitamente: avere un medico che ti ascolti e ti curi è eccezionale! Abbiamo riscontrato spesso diverse patologie che, nella nostra realtà, sono normalmente seguite e curate mentre là, non essendo neppure diagnosticate, possono compromettere definitivamente la qualità della vita. Pensiamo, ad esempio, ad una signora di 42anni in menopausa chirurgica, con conseguente importante sintomatologia, alla quale era stato detto che i suoi sintomi erano normali senza proporre nessun tipo di terapia. La stessa signora, nell’impossibilità di accedere a cure adeguate, da dieci anni cammina zoppicando vistosamente per un dolore al piede. Il nostro intervento, dopo un’accurata valutazione da parte dell’osteopata, è stato quello di contattare l’ortopedico dell’ospedale locale, dottor Pashk Gjoni. Da non credere: il collega ci comunica che sta per arrivare a prestare la sua opera di volontariato uno specialista italiano in chirurgia del piede! Anche chi di noi non crede ai miracoli ha avuto un sussulto!.. Dopo soli due giorni la signora è stata visitata ed ora è in programma per l’intervento e i suoi disturbi ginecologici saranno affrontati con un’adeguata terapia sostitutiva. In una realtà così problematica le nostre suore stanno effettuando da vent’anni un lavoro enorme nei confronti di un popolo segnato da una storia difficile appena passata. Sono diventate ormai punto di riferimento e di aggregazione per la comunità: il loro lavoro e la loro attenzione è rivolta a migliorare il futuro di bambini e adolescenti, per i quali hanno creato momenti di aggregazione, di lavoro e di studio come il doposcuola, il catechismo, corsi di taglio e cucito, di cucina, di catechesi ed anche di italiano! Suor Clemens ha scritto qualcosa che si è scolpito nel nostro cuore: L’AMORE DIVENTA SALUTE. Ci ha colpito molto. Sta a significare che il desiderio di fare qualcosa con amore si è concretizzato in gesti che hanno prodotto cura o prevenzione di malattia. Ricordiamolo. E non significa solo questo: in senso molto più ampio, l’amore produce cascate di benessere che sono comunque terapeutiche! Per cui, possiamo dirlo con proprietà transitiva, noi quattro ci siamo autoregalate …SALUTE!!!

Anna, Elda, Emilia, Rossana - Savigliano

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